Urbanistica
Roma nasce come un’unione di villaggi su rilievi (i 7 colli) in mezzo a un terreno paludoso. Poi è cresciuta come poteva; non si è sviluppata secondo il modello delle città di nuova fondazione. L’unico punto di riferimento era il foro, che si trovava in una valletta ai piedi del Palatino. Roma era però in realtà una città caotica e congestionata, dove le strade erano strette e sporche e gli spostamenti erano difficili.
Città di fondazione
Nelle città fondate dai Romani i territori via via occupati spesso sorgevano sugli accampamenti militari. Erano organizzato secondo due lati, il cardo e il decumano, da cui partivano tutte strade che originavano zone quadrate. Le città di fondazione in genere erano realizzate in zone pianeggianti lungo le grandi vie di comunicazione per avere spostamenti rapidi e fecondi scambi commerciale e culturali.
Città romanizzate
Le città romanizzate erano le città preesistenti conquistate dai romani. Qui i romani hanno inserito architetture tipiche romane, come le basiliche, i teatri, i ponti, le terme ma soprattutto il foro.
Il foro
Il foro era il cuore della città romana, il parallelo dell’agorà greca. Era una piazza dove si svolgevano attività politiche, religiose, economiche, giudiziarie, ma anche ludiche, perché fino all’età tardo repubblicana ospitava anche i giochi dei gladiatori, poi spostati negli anfiteatri. La forma e Ele caratteristiche del foro di sono evolute nel corso del tempo. I principiali sviluppi e trasformazioni sono avvenuti in età tardo repubblicana, quando i romani hanno conosciuto le città greche e sono stati influenzati da ciò che hanno visto. Il modello del foro era più o meno lo stesso per tutte le città. Era una piazza rettangolare con intorno dei portici dove c’erano statute e monumenti onorari. Poi sono iniziati a sorgere edifici relativi alla vita del foro. La basilica era il tribunale dove si amministrava la giustizia e si trattavano gli affari. Possiamo dire che era una specie della borsa di oggi attualmente con il termine basilica è intesa una chiesa perché i cristiani costruirono sul suo modello per via della capienza che aveva. Il comitium era la serie dell’assemblea popolare. La curia era il luogo dove si svolgevano le riunioni del Senato. Il tabularium era l’archivio di Stato. spesso ha una estremità del foro c’era il tempio di Giove, la replica ideale del tempio di Giove capitolino, situato nel nel Campidoglio. Questo tempo simboleggiava la presenza di Roma, attraverso la presenza del suo Dio più importante, come segno di controllo della città.
Foro romano
Per parlare del foro romano è importante chiarire la differenza tra il fu romano e i fori imperiali. Il foro romano è la piazza che caratterizza Roma in età repubblicana, poi però è diventato troppo piccolo per ospitare la popolazione di Roma che era notevolmente cresciuta; quindi, è stato abbandonato e sostituito con la costruzione dei fori imperiali. Il foro romano sorgeva al centro tra i colli Campidoglio, palatino, Quirinale e Velia. Si trovava in una valle paludosa, dove originariamente c’era una necropoli, che venne fatta bonificare da Tarquinio Prisco, il quale fece costruire la Cloaca Maxima e realizzare una pavimentazione. in età repubblicana intorno al foro vennero costruiti degli edifici. Il comizio sorse nel luogo dove si riunivano le assemblee popolari ed era la più antica sede dell’attività politica di Roma. Era un edificio circolare, con delle tribune per le orazioni pubbliche chiamate rostra, perché c’erano i resti delle navi sconfitte in battaglia. Da queste tribune parlarono, per esempio, i fratelli Gracchi e qui negli anni delle prescrizioni venivano esposte le teste dei cittadini condannati per motivi politici, tra queste quella di Cicerone. Il lapsis Niger era il luogo più sacro di Roma; era uno spazio pavimentato in pietra nera, con intorno una transenna di marmo. Si accedeva con una scalinata al piano di sotto, il leggendario luogo della sepoltura di Romolo. Nel lapsis Niger c’era la pietra con la più antica trascrizione in lingua latina, che conteneva l’indicazione della sacralità del luogo. Di fianco c’era la Grecostasis, una zona dove sostavano gli ambasciatori stranieri (soprattutto greci) in attesa dell’udienza del senato. Intorno al comitium sorgeva la Curia, detta “Hostilia” perché attribuita a Servio Tullio. Era il luogo dove si riuniva il senato ed era il centro del potere a Roma in età repubblicana. Nel corso del tempo intorno al foro sono stati costruiti 3 tempi: il tempio di Saturno, la sede dell’erario; il tempio dei Dioscuri, costruito in onore dell battaglia del lago Regillio, decisiva per l’inizio della repubblica, il tempio della concordia, costruito per commemorare la pace tra patrizi e plebei (anche se di fatto non sono proprio pacifici). Nei lati lunghi in origine c’erano le tabernae (botteghe), poi demolite e sostituite con 3 basiliche: la basilica Porcia, la basilica Fulvia- Emilia, la basilica Sempronia. Per completare è stato costruito il tabularium, alle pendici del Campidoglio. Era l’archivio di Stato, dove venivano conservati gli atti ufficiali scritti in tavolette di bronzo. Era fatto da una massiccia piattaforma inferiore, con delle piccole aperture rettangolari; sopra c’era una galleria con archi a tutto sesto inquadrati da semicolonne dalla trabeazione dorica. A partire dalla dittatura di Cesare il foro romano ha cambiato aspetto: il comitium è stato smantellato, la curia e altri edifici restaurati, la piazza è stata chiusa dal tempio di Cesare e da un arco voluti da Augusto, dall’altra parte sono stati costruiti i nuovi rostri di Cesare e successivamente l’arco di settimo severo.
Le Basiliche
La struttura delle basiliche, che ricordiamo sono edifici civili, si è voluta nel corso del tempo. Le prime basiliche, per esempio quella di Cosa in provincia di Grosseto, erano delle semplici sale circondate da una fila di colonne. La basilica è stata poi affinata in età imperiale, quando sono stati aggiunti portici, ampie finestre e a volte un grande lucernario centrale. La basilica è diventata dunque un’aula rettangolare divisa in tre o cinque navate, di cui la centrale era maggiore; in genere sui lati lunghi c’erano due absidi. L’interno era bellissimo, ricco di colonne, pareti e pavimenti, decorati con marmi colorati. L’ingresso era sempre sul lato lungo. La basilica Iulia è stata cominciata da Cesare è finita da Augusto; la ricordiamo perché nelle sue vicinanze sono state trovate la tabulati iusoriae, delle tavolette con giochi tipo dadi o biglie. La basilica Emilia è stata descritta da Plinio il nuovo Vecchio come uno degli edifici più belli del mondo; è stata ricostruita più volte e i resti attuali risalgono all’età augustea.