Video appunto: Arte persiana
Le testimonianze più importanti dell'arte dei Persiani risalgono alla dinastia degli Achemenidi (559-330 a.C.), un popolo indoeuropeo che riunì l'Impero dal fiume Indo fino al Nilo. Fu Oro il Grande a conquistare Babilonia nel 539 a.C.; con i suoi successori Cambise, Dario e Serse, l'Im-pero persiano si estese fino a comprendere la Lidia, l'Asia occidentale e l'Egitto, giungendo ad aggredire, con alterne fortune, la Grecia.

Le città-tempio nel Vicino Oriente Dalla seconda metà del V millennio a.C. si verificò, a partire dalla Mesopotamia meridionale, una fase di posturbanizzazione. Questo processo in Egitto fu improvviso, a partire dalla fine del IV millennio a.C., mentre in Mesopotamia si sviluppò prima, ma in modo graduale. Le città della Mesopotamia erano fisicamente organizzate in funzione dei luoghi del potere, tanto che la residenza reale e il tempio ad essa collegato rappresentavano il polo di aggregazione di tutte le attività amministrative, militari ed economiche. Fin dai tempi più antichi, infatti, il palazzo era luogo di a-cumulazione, trasformazione e distribuzione delle ricchezze della comunità, prime fra tutte le risorse alimentari. Le città si organizzarono, pertanto, lungo l'asse palazzo-tempio. Il tempio ha svolto fin dalle origini un ruolo-guida nella società mesopotamica, grazie al suo potere simbolico. Secondo la mitologia, nelle prime città sumeriche in particolare, il monarca era anche sacerdote supremo, fatto scendere dal cielo a governare il popolo. La città, espressione concreta di questa concezione, aveva uno sviluppo radiale, era difesa da possenti mura e suddivisa da strade disposte secondo i punti cardinali. Il tempio, posto in posizione centrale, assunse presto una precisa connotazione confermando la presenza di un'organizza-zione collettiva del lavoro: per erigere un tempio occorreva disporre di grandi quantità di mezzi e di uomini, capaci di offrire prestazioni specializzate; per il trasporto di materie prime occorrevano strade e canali.