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Architettura e urbanistica


Nel corso del I millennio a.C. in Grecia l’arte assume caratteri propri, distanti da quelli delle civiltà d’Oriente. L’evoluzione dello stile, dall’età arcaica a quella classica, è già evidente nel mutamento dell’impianto dei templi, i principali edifici religiosi dell’antichità, che diventano una costruzione complessa, che si articola in locali interni e arricchisce di portici esterni, secondo modelli rappresentati dagli ordini architettonici decorativi che si evolvono nel tempo e in relazione alle diverse zone di fondazione. Intorno al V secolo a.C. nasce la cosiddetta “scuola attica”, che alla fine del secolo produce le più importanti testimonianze architettoniche dell’età classica. Accanto al tempio, situato sull’acropoli, si sviluppa l’intero impianto urbano di una città, che ha esigenze sempre più diversificate e necessita dunque di strutture belle, ordinate e funzionali: l’agorà, sede di scambi commerciali e della vita politica, il buleuterio (una specie di sala del consiglio, sede della bulè) e gli altri edifici pubblici, i portici (le stoaí), il ginnasio, destinato all’esercizio fisico, e naturalmente il teatro.

Le arti figurative: scultura e pittura


Nell’età classica le arti figurative raggiungono il loro apice con l’opera di Fidia (490430 a.C.), cui Pericle stesso affida la direzione dei lavori di costruzione del Partenone ad Atene.
Nelle sue opere si ravvisa l’ideale classico della ricerca della perfezione formale, raggiunta seguendo i criteri dell’armonia, della regolarità e della plasticità delle figure antropomorfe e divine che riproducono il corpo umano nella sua più potente e compiuta espressione. Anche la pittura rappresenta l’uomo come principale soggetto: le decorazioni prima astratte e geometriche, poi vegetali lasciano il posto a scene mitologiche, raffigurate su ceramiche a figure rosse di cui si conservano ancora importanti esemplari.

L’evoluzione degli stili nelle arti figurative:sempre più lontani dell’ideale omerico


Nel IV secolo a.C. opera un altro dei grandi scultori classici, Prassitele, le cui opere si discostano ulteriormente dalla rigidità delle immagine arcaiche e assumono una maggiore espressività e delicatezza. Le figure di Prassitele sono riconoscibili per la flessuosità dei movimenti, solitamente appoggiati su un baricentro esterno che ne accentua l’abbandono.
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