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Nei primi tre secoli del cristianesimo le riunioni e i riti cristiani si svolgono in edifici riadattati per il culto e resi disponibili alle comunità da ricchi fedeli convertiti: per domus ecclesiale, ambienti ricavati dalle domus dei patrizi con spazi destinati alle funzioni religiose. Dal 4 secolo dopo cristo cominciano a svilupparsi nuovi luoghi per professare il cristianesimo, quindi per le celebrazioni eucaristiche: la chiesa. Si impongono due tipi di piante. La prima è una piantar longitudinale, articolata in navata centrale absidata e navate laterali, che riprendeva elementi dalle basiliche romane. Il secondo è a pianta centrale basato su figura geometriche come il quadrato, il rettangolo o il cerchio. E inoltre al suo interno era oprerete uno spazio per il rito battesimale che poi nel 4 secolo divenne un edificio a parte costruito vicino alla chiesa che prese il nome di Battistero.
Le chiese a pianta longitudinale durante l’impero di Costantino presero il nome di basiliche.
Una delle Basiliche più importanti è quella di Santa Sabina a Roma. Datata intorno al 422-432, fu costruita sul colle Aventino su uno spazio chiamato tituls Sabinae, edificio messo a disposizione dalla comunità cristiana. La chiesa presenta una pianta rettangolare che presenta tre navate suddivise da 24 colonne di ordine comincio dotate di fusti scanalati e bellissima capitelli. All’interno sono ben distinguibili gli spazi destinati al clero, ossia il presbiterio, con l’altare per la celebrazione del rito religioso e la schola cantorum dove risiedevano i sacerdoti cantori. La chiesa era illuminata da possenti finestre poste nella parte superiore della navata centrale.
Per lo svolgimento del sacramento del Battesimo nacquero i Battisteri intono al 4 secolo dopo cristo, e uno dei più importanti battisteri è quello di san Giovanni in Laterano a Roma. Fu costruito nei pressi dell’omonima basilica fu il primo edificio destinato al battesimo. La struttura più antica fu realizzato intorno al 350 a pianta circolare ma il nucleo attuale si deve alla ricostruzione da parte di papa Sisto III. All’impianto centrale già presente fu posto un vano ottagonale come simbolo della resurrezione di cristo nell’ottavo giorno. Il vano delimitato da 8 colonne in porfido con capitelli compositi che. Sorreggono un architrave su cui sono incisi versi in Latino. E la struttura è coperta con una cupola.Nell'interno del Battistero, sotto la cupola, è posto il fonte battesimale e intorno all'ottagono interno delle colonne, corre un alto deambulatorio anulare, con soffitto decorato a cassettoni.
L’attuale chiesa di Santa Costanza a Roma sorse quasi certamente come struttura sepoltura per Costantina, figlia di Costantino. L’edifico datato intorno al 337 e il 350 è formato da una costruzione rotonda in mattoni preceduta da un nartece dalle estremità absidali. L’interno è suddiviso i due spazi uno centrale a cupola e un deambulatorio, un corridoio anulare coperto da una volta a botte. I due spazi sono divisi da arcate sostenute da 12 coppie di colonne disposte in senso radicale. La parte del deambulatorio è scandita da nicchie rettangolari e semicircolari. La zona centrale è resa molto luminosa dalle finestre, men tre il deambulatorio appare in penombra.
Il battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore (detto anche La Rotonda per la sua formazione rotonda) si trova a Nocera Superiore, in provincia di Salerno.Fu fondato nella seconda metà del VI secolo d.C., fu probabilmente adiacente alla scomparsa cattedrale della diocesi nocerina. L'edificio fu costruito su modelli bizantini; è rotondo a pianta centrale, vi è una doppia fila di colonne e su queste poggia una grande cupola. La pianta riprende quella del mausoleo di Santa Costanza di Roma, ma è molto simile ad edifici coevi orientali. La pianta circolare del Battistero è caratterizzata dalla vasca centrale ottagonale del fonte battesimale, ad immersione, con deambulatorio coperto da una volta a botte anulare poggiate su 15 architravi e 3o colonne binate.
Lo schema planimetrico della basilica paleocristiana rimane la tipologia più diffusa nella costruzione degli edifici sacri in ambito sia ravennate sia bizantino. Il prototipo delle chiese ravennati a pianta longitudinale può essere considerata la chiesa di San Giovanni Evangelista. Edificio fu realizzato nel 425. La chiesa presenta un interno suddiviso in tre navate separate da colonne di marmo provenienti dall’isola del Proconneso. Tra il capitello e l’imposta degli archi è presente il pulvino un elemento marmoreo utilizzato per scaricare le forze generate dagli archi sulle colonne. La navata centrale termina con un catino absidale, ciascuna navata laterale invece termina con uno spazio quadrangolare.
Un’altra chiesa costruita fu quella di sant’Apollinare in Classe che venne consacrata nel 549
dall’arcivescovo Massimiano e fu costruita ispirandosi alla chiesa di San Giovanni Evangelista. L’interno presenta unan struttura basilicale a tre navate divise da archi a tutto sesto e da colonne marmoree sormontate da capitelli di ordine corinzio e pulvini troncopiramidali. Finestre sono collocate nella zona superiore della navata centrale, nella parete absidale e nelle navate minori in modo da inondare di luce l’interno.
Nel V e nel VI secolo in Occidente si sviluppano le chiese a pianta centrale che in genere sono adottate per una particolare funzione: come sepolture di personaggi di alto rango o come Battisteri. Tra gli edifici funerari di particolare importanza ricordiamo il Mausoleo di Galla Placida a Ravenna, edificato intorno al 425-450. L’edifico ha pianta cruciforme e all’esterno presenta una semplice muratura di mattoni. All’interno prevale la sensazione di uno spazio centrico che ha il suo fulcro nella volta a vela all’incrocio tra i bracci, celata esternamente da un tiburio. Seppure poco illuminato il vano splende per i magnifici mosaici che rivestono le lunette in forno ai bracci e le volte w botte di copertura. Ha una struttura a croce latina e è presente al suo interno una cupola nascosta da un tiburio. I mosaici presenti all’interno raffigurano un cielo stellato e i personaggi di San Pietro e di San Paolo.
In Occidente la basilica di San Vitale a Ravenna rappresenta uno dei casi eccezionali di chiesa a pianta centrale. Fu iniziata nel 525 dal banchiere ravennate Giuliano Argentario e fu consacrata dal vescovo Massimiano nel 547. All’esterno si presenta come un largo prisma ottagonale di mattoni. L’interno invece appare spartito da otto pilastri. A tutt’altezza in. Una zona centrale coperta da cupola e in un percorso annullate su due livelli, deambulatorio e matroneo. Gli otto pilastri sono collegati tra loro da diaframmi curvi formati da copie di colonne sormontate da archetti. Il diaframma è omesso solo in corrispondenza del presbiterio. Vicino al presbiterio sorgono la prothesis e il diaconicon.

Mosaici


I mosaici di Sant’Apollinare Nuovo sono uno dei complessi più e antichi e più importanti nella storia dei mosaici a Ravenna: essi occupano le pareti della navata centrale e sono suddivisi in tre registri. Nel registro superiore sono raffigurati scene della vita di Gesù tar cui ricordiamo il mosaico “Cristo separa gli agnelli dai capretti”, dove prevale l’aspetto simbolico sia nel soggetto che nella modalità della raffigurazione. Cristo al centro separa gli agnelli dai capretti, scena del Giudizio Universale. La composizione è simmetrica, le pose statiche e i colori sono utilizzati con significato simbolico: l’angelo accanto agli agnelli veste di rosso fuoco che da luce; l’altro vicino ai capretti è vestito di blu che simboleggia incolore delle tenebre. Nel registro mediano compaiono trentadue figure di profeti e santi rappresentati in abiti totali su un terreno erboso. Nel registro inferiore era rappresentata la doppia processione della corte di Teodorico. Durante il 540 il passaggio dal naturalismo all’astrattismo simbolico diventa evidente a Ravenna dove a Sant’Apollinare Nuovo nascono nuovi mosaici realizzati nel 561 in sostituzione di alcuni di età Teodoriciana. Nel registro inferiore della navata centrale la doppia processione della corte di Teodorico è sostituita destra dalla processione die santi martiri mentre a sinistra dalla processione delle sante vergini.
Le sante vergini si dirigono verso il trono su cui risiede Maria con il Bambino in grembo per offrirle la corona di gloria che reggono tra le mani. Le vergini sono abbigliate con tuniche e sopravvesti ricamate e impreziosite di pietre e perle. I corpi sono piatti e privi di volume. Tra i colori è presnete l’oro che richiama la luce del Paradiso.
Per quanto riguarda la chiesa di Sant’Apollinare in Classe il mosaico presente sul catino absidale è molto importante e rappresentativo per questo periodo. Esso è suddiviso in due registri orizzontali distinti: lo spazio divino rappresentato dall’oro nella parte superiore; e il paesaggio paradisiaco. Nella parte superiore al centro è presente la mano di Dio che sporge dall’alto che è simbolo della resurrezione e della salvezza. Nella parte inferiore al centro è posto il vescovo, che allude alla figura di Cristo, che sopra il capo ha una croce che è posta in asse, una croce dalle caratteristiche gemmate. A fianco del vescovo si sviluppa la vegetazione, che rappresenta il giardino paradisiaco. E tra erba notiamo le pecore che vanno a rappresentare la popolazione ravennate.
Nel VI secolo in oriente l’arte bizantina si caratterizza di un radicale cambiamento del linguaggio figurativo cristiano. Le figure si allontanano dalle forme naturali e trasmettono i concetti per mezzo di simboli. Un eccellente esempio è posto nella chiesa di santa Caterina del Sinai in Egitto con un mosaico raffigurante la Trasfigurazione di Cristo: Gesù è al centro in un mandorla di luce divina, al suo fianco i profeti Elia e Mosè, me re gli apostoli Giovanni, Giacomo e Pietro sono conquistati dalla visione. La scena è priva di ambientazione spaziale, lo sfondo è completamente dorato e richiama la presenza del divino.
Il grande ciclo musivo presente all’interno della basilica di San Vitale risale al 546-547 dopo cristo, esso occupa interamente le pareti della chiesa le lunette e gli estradossi degli archi. Sulle pareti dell’abside sono presenti due mosaici: l’imperatore Giustiniano e il suo seguito; l’imperatrice Teodora e il suo seguito. Il tema della raffigurazione è l’offerta eucaristica; Giustiniano è rappresentato con l’aureola intorno al capo, simbolo della sacralità del suo potere, mentre tiene ima mano il piatto d’oro per L’Eucarestia; l’imperatrice Teodora è anche lei aureolata e porta tra le mani il calice di vino. L’imperatore ha accanto il vescovo Massimiano il quale sorregge la croce gemmata che simbolo che il potere politico è un’emanazione di quello divino. L’imperatrcie Teodora è preceduto da due ministri ed è accompagnata dalle dame di corte vestite con sontuosi abiti di seta. I corpi sono appiattiti e bidimensionali, tuttavia i volti sono abbastanza realistici. Il luogo non è identificabile e il fondo oro annulla la profondità.
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