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Anfiteatro Flavio o Colosseo: descrizione


Nella seconda metà del I secolo dopo Cristo, che corrisponde all’età dei Flavi, il gusto romano si libera dall’ influenza della tradizione ellenistica ed esprime una propria specificità. Tale evoluzione si manifesta nell’uso di elementi strutturali curvilinei, della volta a botte e a crociera (data dall’incontro di due volte a botte) e dalla cupola. Un esempio molto significativo di questo nuovo gusto artistico ci è dato dall’Anfiteatro Flavio, chiamato anche Colosseo.
I Romani furono i primi a costruire così ampi edifici dedicati al divertimento, capaci di ospitare un numero elevati di spettatori. Ad un certo punto, la frequenza di spettacoli pubblici si diffuse talmente da diventare un obbligo al quali non osavano sottrarsi né gli intellettuali, né l’imperatore stesso. L’anfiteatro era un edificio che permetteva di assistere allo spettacolo (=theatron) tutto intorno all’area (= amphi) e quindi non soltanto di fronte; il vantaggio era duplice: non si assisteva allo spettacolo solo di fronte ed il numero di spettatore raddoppiava. Essi erano riservati ai giochi dei gladiatori, alle battaglie navali (in questo caso lo spazio circolare veniva riempito d’acqua) o ai combattimenti fra uomini ed animali feroci.
La costruzione del Colosseo fu iniziata da Vespasiano nel 70 d.c. ed inaugurato dieci anni dopo da Tito. La gradinata per gli spettatori a forma ellittica (= cavea), ha la facciata esterna formata da quattro piani di cui tre presentano delle arcate sovrapposte, con colonne ioniche, corinzie o tuscaniche (= colonne di vaga ispirazione dorica, ma più slanciata ed introdotto dagli Etruschi). Il quarto piano è costituito da una parete piena ornata da semi pilastri corinzi ed interrotta da quaranta finestre rettangolari. Al di sopra, sono ancora visibili delle mensole sulle quali era fissato il “velarium”, cioè un tessuto che serviva a proteggere gli spettatori dal sole. Ci accedeva all’interno attraverso quattro ingressi di cui, però, è conservato soltanto quello settentrionale su cui è ancora visibile un piccolo portico dal quale ci accedeva direttamente alla tribuna imperiale. La cavea, in senso verticale, era divisa in tre settori a seconda delle classi sociali. Due erano i palchi, posti uno di fronte all’altro: il primo, riservato all’imperatore e alla sua corte ed il secondo per le più alte cariche dello stato. Il piano dell’arena era in legno ed è per questo che non si è conservato. Sotto il piano dell’arena, erano collocati i macchinari, le armi, le gabbie con gli animali che venivano fatti salire con dei piani inclinati o con dei montacarichi.
I materiali usati erano: travertino, mattoni, tufo e marmo.
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