Concetti Chiave
- La Vita di Eusebio omette elementi di ellenismo e paganesimo presenti a Costantinopoli, evidenziando una visione contraddittoria della città cristiana.
- Zosimo è l'unica fonte pagana significativa dell'epoca, la cui opera offre una diversa interpretazione della fondazione di Costantinopoli rispetto ad altre fonti.
- L'importanza di Zosimo risiede nella sua capacità di distinguere tra le opinioni del IV secolo e quelle del VI secolo, fornendo così un contesto storico rilevante.
- Secondo Zosimo, Costantino lasciò Roma a causa dell'odio dell'aristocrazia pagana, che si sentiva tradita dal suo supporto al cristianesimo.
- Il tema dell'imitatio Romae si sviluppa nel IV secolo, ma non è originario dell'epoca di Costantino, influenzando le percezioni su di lui.
Contraddizioni di Costantinopoli
Al di là dei discorsi che Eusebio riportò, le numerose omissioni della Vita in riferimento ad una Costantinopoli che si descriveva tutta cristiana e che invece continuava a traspirare ellenismo, cultura classica, paganesimo, etc. vanno lette alla luce di una tradizione pagana che, tuttavia, è ugualmente contraddittoria e che oscillava tra l’ostilità e l’apprezzamento di Costantino.
Zosimo e le fonti pagane
Dall’insieme delle opere dell’epoca, non recuperiamo nessuna voce pagana, a parte Zosimo che avrebbe banalmente copiato Eunapio (scrittore vissuto nella seconda metà del IV secolo, anti-costantiniano, che spiega la fondazione di Costantinopoli diversamente dalla maggior parte delle altre fonti). Che Zosimo si sia basato su una fonte di IV secolo lo rende fin da subito una fonte preziosa perché, sebbene Eunapio non fosse un contemporaneo di Eusebio ma scriva sotto Teodosio, con tutto il carico di problematiche che la cristianità accresciuta fino a IV secolo ha, resta comunque una voce importante. Quando si legge Zosimo si deve pertanto sceverare quel che può essere un commento del IV, da quello che invece è VI secolo; «Non sopportando di essere rimproverato quasi da tutti (Costantino) cercò una città che fosse pari a Roma, dove costruire il suo palazzo».
Odio verso Costantino
Qui Zosimo risente del tema dell’imitatio Romae, ma esso è un tema che cresce nel corso del IV secolo e non è di età costantiniana, quindi serve poco; Zosimo ritiene che Costantino abbia deciso di andarsene da Roma perché i pagani, cioè l’aristocrazia romana, lo odiava in quanto non avrebbe celebrato il trionfo con un sacrificio solenne in Campidoglio. Questo odio verso Costantino, riportato da Zosimo, è presumibilmente maturato nel corso del IV secolo, quando i pagani che credevano Costantino pagano (e perciò l’avevano appoggiato) si rendono conto che ciò che ha dato ai cristiani ha essenzialmente favorito il cristianesimo.
Domande da interrogazione
- Quali contraddizioni emergono nella rappresentazione di Costantinopoli secondo Eusebio?
- Perché Zosimo è considerato una fonte preziosa per lo studio di Costantino?
- Qual è il motivo dell'odio verso Costantino secondo Zosimo?
Eusebio descrive Costantinopoli come una città cristiana, ma le omissioni nella sua narrazione rivelano una persistenza di elementi ellenistici e pagani, suggerendo una realtà più complessa e contraddittoria (testo).
Zosimo, pur non essendo un contemporaneo di Eusebio, si basa su fonti del IV secolo, come Eunapio, e offre una prospettiva critica sulla fondazione di Costantinopoli, evidenziando le tensioni tra paganesimo e cristianesimo (testo).
Zosimo sostiene che l'odio dell'aristocrazia romana verso Costantino sia derivato dalla sua decisione di non celebrare un sacrificio solenne in Campidoglio, percepito come un tradimento da parte dei pagani che inizialmente lo sostenevano (testo).