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Costantinopoli – Statue di Costantino

Tra le statue trasferite a Costantinopoli da altre sedi, alcuni autori annoverarono anche quella che fu riscolpita con le sembianze di Costantino per essere collocata al centro del nuovo foro. Poiché quest’ultimo (circolare o ovale) fu costruito immediatamente a ridosso dalle vecchie mura sulla sommità del colle, il monumento imperiale sovrastava, dominandola dall’alto della sua immensa colonna di porfido la nuova espansione urbanistica. Di questa controversa statua non parlano né Eusebio, né Zosimo. Secondo Malala essa veniva da Ilio, aveva una testa radiata con sette raggi e, come già per Procopio, ospitava alla base della colonna il Palladio, che Costantino aveva trafugato da Roma quale fatale pignus imperii. Gli altri attributi della statua derivano da fonti più tarde. Secondo la ricostruzione di G. Dagron, «L’imperatore teneva nella mano destra uno scettro (Anna Comnena) o, più verosimilmente, una lancia (Cedreno) che un terremoto fece cadere nel 541-542, e nella sinistra un globo sormontato da una vittoria alata (una croce, secondo Niceforo Callisto)». L’idea che sul globo fosse innestata una vittoria alata non è testimoniata da testi antichi ma è ipotesi dello studioso francese. Il modo in cui Malala parla delle varie parti che costituivano quel monumento, invece, farebbe pensare ad altro: «Egli costruì anche un foro grande e molto bello e vi pose al centro una grande colonna di porfido, degna di ammirazione, e collocò sulla stessa colonna una grande statua di se stesso con sette raggi sulla testa, un’opera in bronzo che aveva portato da Troia, città della Frigia. Lo stesso Costantino, segretamente trafugato da Roma il Palladio, come è chiamato, lo pose nel foro da lui costruito, sotto la colonna del suo monumento, poiché alcuni Bizantini dicono che giace ancora lì.
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