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Ungari, Saraceni e Normanni: le ultime invasioni barbariche



La seconda metà del primo millennio d.C. fu caratterizzata dalle invasioni barbariche in Europa, che portarono alla fine dell’Impero Romano d’Occidente nel 476. Tra le ultime invasioni barbariche ci sono quella degli ungari, dei saraceni e dei Normanni.
Gli ungari tra il IX e X secolo si allontanarono dal bacino del Volga e avanzarono nell’Europa centrale, stanziandosi nella Pannonia (odierna Ungheria). A partire dall’890, attaccarono numerosi territori già appartenuti all’impero carolingio e si diressero anche verso sud, dove attaccarono i possedimenti di Bisanzio. Non si scontravano in campo aperto ma erano organizzati in bande. Nel 955, nella battaglia di Lechfeld, vennero sconfitti da Ottone I (imperatore del Sacro Romano Impero) e divennero una popolazione stanziale. Nel giro di pochi anni si convertirono al cristianesimo. I Saraceni invece, non sono barbari, ma pirati islamici (provenienti soprattutto dal Nord Africa e dall’Asia Minore). Al contrario della maggior parte dei barbari essi agivano via mare. Tra di loro erano gruppi divisi, delle bande. Dal 9 secolo hanno rappresentato la più grande minaccia via mare per le coste europee, tanto che nell’846 persino Roma fu raggiunta da una delle loro flotte che aveva risalito il Tevere. Oltre alle basi nell'africa del nord e in Spagna, i saraceni crearono strutture militari anche lungo le coste di Sardegna, Corsica e Provenza: da qui si muovevano per colpire le zone interne allo scopo di saccheggiarle e catturare schiavi. Dal IX al X secolo hanno avuto il loro momento di gloria, infatti riuscirono a strappare il sud Italia ai bizantini, e questo fu l’unico caso in cui gli islamici governarono sul territorio italiano. Il territorio che influenzarono di più (soprattutto culturalmente) fu la Sicilia e lo si può notare dalla città di Palermo, che venne considerata città europea più bella del X secolo. Il loro dominio durò fino all’XI secolo, quando vennero cacciati dai Normanni.
Il nome normanno significa “uomini del nord”. Sono abili navigatori, provenienti dalla penisola scandinava (la zona più inospitale d’Europa), ma che più avanti si spostarono nel sud Italia dove sconfissero i saraceni. I primi si sono stanziati in Normandia, che era territorio del re francese, che però dal momento che non riusciva a contenerli dovette dare loro il Ducato di Normandia nel 10 secolo. Poi si spostarono in Inghilterra nel 1066, e nella battaglia di Hastings, guidati da Guglielmo Il Conquistatore, la occuparono, ma nonostante il loro territorio esteso erano ancora sottoposti al re di Francia. Dall’Inghilterra si sono spostati verso il Mediterraneo dove le condizioni climatiche erano ottimali e si sono stanziati nel sud Italia, dove riuscirono a sottomettere le popolazioni dei saraceni e dei bizantini e a conquistare tutto il meridione. Il loro territorio però era vassallo di un altro regno, quello del papa: data la loro continua espansione del territorio, il papa era terrorizzato dall'idea che potessero spostarsi a nord e togliergli parte del suo stato e organizzò quindi una coalizione contro i Normanni, in cui però perse. Nonostante ciò, i Normanni accettarono di essere vassalli del Papa, in cambio della sanzione papale: ricevere il regno da parte del papa era fondamentale per il consenso. Inoltre, per andare incontro alle abitudini degli occupati, e per evitare di essere visti come degli stranieri, si convertirono al cattolicesimo, in modo da assumere la religione dei loro occupati. Il dominio in Italia dei Normanni durò due secoli. Invece, coloro che erano stanziati in Svezia si spostarono in Russia (i Vareghi), occuparono tutte le zone fondamentali per il commercio (zone tra il Baltico e il nero) e crearono i primi stati russi (l'origine culturale della Russia è quindi europea).