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La “Tarda Antichità

Con il passaggio tra il II e il IV secolo si apre una fase storica che è solitamente definita “epoca tardoantica”. La fine di questo periodo e, in generale, del mondo antico è per tradizione fissata dagli storici nel 476, quando Odoacre, capo della popolazione barbarica degli Eruli, depose l’ultimo imperatore romano d’Occidente, Romolo Augustolo.

L’epoca tardoantica fu segnata da una serie di eventi di grandi portata, che determinarono una frattura irreversibile rispetto al periodo precedente. Molti processi storici e fenomeni socio-culturali che avevano caratterizzato il mondo antico si esaurirono, mentre altri del tutto nuovi andavano delineandosi: si verificarono profondi mutamenti demografici (come l’insediamento dei popoli germanici nelle regioni occidentali dell’Impero), economici (come la drastica contrazione del commercio internazionale), religiosi (l’affermazione del cristianesimo come religione ufficiale), sociale (la crisi demografica e il regresso della vita cittadina), politici (la scomparsa dell’Impero romano come Stato unitario).

Per un aristocratico vissuto attorno alla fine del IV secolo sarebbe stato possibile viaggiare dall’Inghilterra all’Egitto senza attraversare confini, percorrendo una rete di strade in buone condizioni, sottoposto alle leggi di un unico Stato, quello romano; avrebbe potuto studiare filosofia ad Atene, cercare un impiego presso la corte imperiale di Milano, visionare le città dell’Asia Minore, assistere ai giochi olimpici, recarsi in pellegrinaggio a Gerusalemme o in viaggio turistico sino alle antiche città egizie.

Per i suoi figli questo sarebbe stato impossibile: strade e ponti, abbandonati all’incuria, erano ormai quasi impraticabili; regni barbarici andavano formandosi in Gallia, in Spagna, in Africa a la stessa Italia era direttamente minacciata; in sostanza, l’Impero romano si era disgregato. Numerosi aspetti propri della vita e della cultura antica continuarono tuttavia a persistere per molto tempo ancora, come per esempio l’uso della lingua latina e l’esistenza stessa di un imperatore romano, anche se spesso con pertinenze puramente formali e geograficamente molto ristrette.

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