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Svizzera: fatti storici


Le prime notizie certe della Svizzera si hanno quando Giulio Cesare dal 58 al 50 a.C. intraprese la conquista dell’Europa occidentale e sconfisse le tribù celtiche degli Elvezi che abitavano l’odierno territorio svizzero: da questa tribù il territorio fu chiamato Elvezia e divenne una provincia interna dell’Impero Romano e tale restò per circa due secoli.
All’epoca delle invasioni barbariche, la regione fu occupata dai Burgundi e dagli Alamanni che distrussero la prosperità che con il tempo il popolo si era creata. Nel 536 d.C., l’ Elvezia passò sotto la dominazione dei Franchi e verso il 770 essa entrò a far parte del Sacro Romano Impero. Grazie al governo di Carlo Magno, le condizioni del paese migliorarono notevolmente, si ebbero le prime concessioni feudali e il Cristianesimo cominciò a diffondersi nelle valli alpine.
Alla morte di Carlo Magno, nell’ 814, , nel paese si formarono tanti piccoli stati feudali e come avveniva in Italia, con il sostegno della ricca borghesia, si crearono piano piano dei comuni liberi ed autonomi e fra questi Berna, spesso in lotta fra di loro per acquistare la supremazia. Alla fine due grandi famiglie prevalsero su tutti: gli Asburgo ed i Savoia. Questo fatto mise in allarme le popolazioni rimaste libere fra cui quella dei tre cantoni Uri, Schwyz e Unterwalden che nel 1291 firmarono il patto di Rütli con cui essi si impegnavano a rimanere uniti e solidali contro qualsiasi nemico. Questo accordo viene considerato l’atto di nascita della Confederazione Svizzera. Fu a seguito di questo accordo che la popolazione si ribellò contro i governatori austriaci ed appartiene a tale periodo la celebre storia di Guglielmo Tell che per essersi opposto alla predominazione austriaca fu costretto a colpire con una freccia una mela posta sulle testa del figlioletto.
La lotta fra i tre Cantoni del patto di Rütli e gli Asburgo continuò nel tempo e nel 1315, a Montgarten, l’esercito asburgico fu sconfitto dai contadini e dai montanari svizzeri. In seguito a questa vittoria altri cantoni aderirono al patto (Lucerna, Zurigo, Garuis, Zug e Berna) diventando così otto in tutto. I loro eserciti riuniti sconfissero due volte gli Austriaci a Glarus e a Sempach.
Nel 1476, Carlo II il Temerario duca di Borgogna nel suo desiderio di creare un vasto regno che andava dalla Manica all’Italia si scontro con i cantoni svizzeri confederati e fu sconfitto pesantemente nei pressi di Berna e fu ucciso a Nancy.
Più tardi gli otto cantoni diventarono tredici e la confederazione prese il nome di Svizzera dal cantone Schwyz, acquistando così sempre maggior potenza. Addirittura, nel 1512 un esercito di svizzeri calarono in Italia in aiuto a Massimiliano Sforza e conquistarono Milano e Novara, spingendosi fino a Genova. Pur essendo al massimo della sua potenza, l’esercito svizzero fu sconfitto nel 1515 a Malegnano dalle truppe francesi di Francesco I.
Nei primi anni del XVI la Riforma protestante divise profondamente i Cantoni, creando odio fra quelli protestanti che seguivano le idee di Calvino e di Zwingli e quelli rimasti cattolici fino a sfociare in una guerra civile dal 1529 in poi. Il conflitto ebbe una durata, con alterne vicende ed intervalli più o meno lunghi, per circa due secoli.
Con l’avvento di Napoleone Bonaparte, la Confederazione diventò Repubblica Elvetica e di fatto sottoposta alla Francia. Napoleone vi impose una nuova costituzione che assicurò al paese un periodo di stabilità. Caduto Napoleone, il numero dei Cantoni passò a ventidue e tale è rimasto fino ad oggi.
Nel 1848, la Svizzera si diede una nuova costituzione in seguito alla quale da Confederazione di Stati, essa diventava uno Stato Federale con capitale Berna. Dopo alcune modifiche del 1874 e del 1891, essa è rimasta quella definitiva.
Durante le due guerre mondiali, la Svizzera fedele al suo impegno di neutralità, si astenne dal conflitto e dette assistenza a migliaia di rifugiati e perseguitati. Non è infatti un caso se la Croce Rossa è un’istituzione svizzera.
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