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La scrittura inventa la Storia

È la civiltà urbana, caratterizzata dalla divisione del lavoro, che inventa la scrittura. Furono dapprima i commercianti, nella necessità di registrare il via vai delle merci, a servirsi di etichette di argilla su cui era stampigliato il marchio del produttore, o un simbolo che si riferiva al tipo e o alla quantità del prodotto. il primo supporto su cui scrivere, quello che per noi è il foglio di un quaderno o il file di un computer, fu costituito da tavolette di argilla, su cui si incideva con uno stilo (un bastoncino di canna o altro) prima che si seccassero.
Nata per snellire un lavoro di registrazione e contabilità, la scrittura divenne presto uno strumento di potere di cui si impossessarono i ministri reali e i sacerdoti dei grandi templi, dove abitavano gli dèi protettori della città. Nelle regge e nei santuari si formò una classe di funzionari specializzati, sempre più potenti: erano “quelli che sapevano scrivere”, gli scribi. Nelle loro mani, il sistema di registrazione si modificò radicalmente: dal pittogramma, che è il disegno schematizzato di un oggetto, si passò alla scrittura sillabica, dove ogni segno corrisponde non più all’intera parola, ma ad una sillaba, con una vistosa riduzione del numero di segni da imparare a memoria. La scrittura sillabica – chiamata cuneiforme poiché impressa nell’argilla fresca con uno stilo di vimini che dà ai tratti il caratteristico aspetto a forma di cuneo – fu introdotta dai Sumeri, ed ereditata dalle popolazioni semitiche (Babilonesi e Assiri) che dominarono la Mesopotamia dopo di loro. Solo più tardi i Fenici (un altro popolo semita) passarono alla scrittura fonetica, dove – come nella nostra – ogni segno corrisponde a un suono.

Anche gli scribi dapprima si limitarono a operazioni di contabilità, poi passarono alla compilazione di elenchi delle persone soggette a tasse e tributi, o alla redazione di atti amministrativi o giudiziari. Nacquero così le cancellerie, che avevano il compito specifico di redigere i documenti della pubblica amministrazione. Con il documento scritto nasce la Storia, che si fa ben presto anche storia politica quando i sovrani di Uruk, città sumerica, decisero di lasciare memoria di sé e della propria dinastia in una lista cronologica dei re. Nella lista compaiono anche Gilgamesh e il padre Lugalbanda. Solo più tardi, e in un primo tempo quasi per caso, la scrittura fu usata anche per redigere testi di natura diversa, non utilizzabili per fini pratici. Erano componimenti poetici, in lode di dèi o di eroi, preghiere, invocazioni rituali, scritti liturgici, inni sacri, formule magiche e scaramantiche. Tutto questo verrà chiamato “letteratura”.

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