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Sumeri – Invenzione della scrittura

Città e scrittura

La scrittura appare in tempi diversi nei diversi contesti geografici, ma la sua prima attestazione risale al 3100 a.C. circa e proviene da Uruk, dove, nel grande santuario cittadino, sono state trovate tavolette che registrano le attività economiche e i movimenti dei beni del tempio. Il primo impiego della scrittura è dunque da mettere in relazione con la nascita della città e con la necessità di sviluppare precise tecniche di registrazione connesse alle operazioni di immagazzinamento, custodia, inventario, distribuzione, calcolo delle entrare e delle uscite proprie delle grandi organizzazioni: il tempio e il palazzo.
La scrittura non fu però una scoperta improvvisa ma il frutto di esperienza accumulatesi in migliaia di anni e va collegata all'esigenza della contabilità.

Scrittura pittografica e scrittura cuneiforme

I più antichi testi scritti contengono pittogrammi, cioè “disegni incisi”, che rappresentano immagini di oggetti riconoscibili. Il limite di questo sistema di scrittura è evidente: occorrono tanti segni quante sono le parole.
Il problema venne superato, a Uruk, grazie a un'intuizione geniale che segnò il passaggio dalla scrittura pittografica a quella fonetica: si stabilì, cioè, una corrispondenza tra segni e suoni, in virtù della quale alcuni pittogrammi assunsero valore fonetico. Ad esempio, il segno pittografico che indicava la parola “re” (ci esprimiamo nella nostra lingua, ma il ragionamento è identico) compariva anche in altre parole come “re-mare”, “re-stare”, “mare”. Questo pittogramma poteva quindi essere usato, con valore fonetico, in tutte le parole in cui ricorreva il suono re. Ne conseguì una selezione dei segni e, attraverso la loro combinazione, la possibilità di scrivere concetti astratti, nomi di persona, intere frasi. Le prime scritture fonetiche furono sillabiche: i segni esprimevano sillabe, e non lettere come nel nostro alfabeto; questo perché il sumerico, la più antica lingua scritta, possedeva molti vocaboli monosillabi. La progressiva stilizzazione dei segni incisi sulle tavolette d'argilla, in forme sempre più astratte che non avevano più alcun rapporto apparente con l'immagine di un oggetto, portò infine alla scrittura cuneiforme, detta così per i suoi tipici segni a forma di cuneo o piccoli chiodi.
La scrittura cuneiforme espresse in un primo momento solo la lingua sumerica. Gli evidenti vantaggi della nuova tecnica spinsero anche gli Accadi a usarla. Verso il 2000 a.C. compaiono i primi vocabolari che registrano, accanto a liste lessicali sumeriche, una colonna con la corrispondente traduzione in accadico.

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