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Lo scontro tra Ittiti ed Egizi

Le prime notizie storiche attendibili riguardanti gli Ittiti risalgono al 1650 a.C. circa, quando il grande condottiero e sovrano Khattushili I affermò il suo controllo sull'altopiano centro-anatolico e pose la sua capitale a Khattusha.
Khattushili e i suoi successori lanciarono numerose spedizioni militari sia in direzione della Siria sia in direzione dell'area mesopotamica, dove intorno al 1600 a.C. venne espugnata e saccheggiata Babilonia, un tempo città capitale del grande Hammurabi. A Babilonia si insediò, dopo il ritiro degli Ittiti, una dinastia di Cassiti, popolo proveniente dall'altopiano iranico. L'apice della potenza ittita venne raggiunto intorno al 1350 a.C., quando essa assunse, sotto il regno di Shuppiluliuma, il controllo di gran parte dell'area siriana, fino a Qadesh, sul fiume Oronte. Poco oltre aveva iniziato l'area di influenza della potenza egizia, che era ancora nel periodo di massima espansione sotto le dinastie del Nuovo regno. Nel 1275 a.C., Ittiti – sui quali regnava Muwatalli – ed Egizi – guidati dal faraone Ramses II – si scontrarono proprio a Qadesh. In numerosi monumenti celebrativi il faraone affermò di aver riportato un clamoroso successo; ma in realtà l'analisi dei resoconti della battaglia rivela che, sorpreso da un attacco ittita, egli fu salvato dal sopraggiungere inaspettato di contingenti di rinforzo. La verità è che nessuno dei contendenti aveva forze sufficienti per distruggere l'altro. Alcuni anni dopo, un trattato sancì la situazione di fatto, stabilendo la spartizionedella Siria in due precise zone d'influenza.

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