Il Sacro Romano Impero

istituzione politico-religiosa, nata con l'incoronazione di Carlo Magno, a Roma, nel Natale dell'800. Suddiviso in contee e marche, l'impero carolingio si disgregò in breve tempo per la fragilità della sua struttura feudale, dando origine ai regni di Francia, Germania e Italia. Dopo un lungo periodo di anarchia feudale, Ottone I di Sassonia, re di Germania (936), incoronato a Pavia re d'Italia (951), restaurò il Sacro Romano Impero, facendosi consacrare imperatore dal papa Giovanni XII (962).
Con il sistema dei vescovi-conti, Ottone rafforzò ulteriormente la sua politica cesaro-papistica e diede inizio al Sacro Romano Impero ''di nazione germanica'', limitato alla Germania e all'Italia. Un tentativo di integrale restaurazione dell'impero su base romana e non germanica fu compiuto da Ottone III, ma si trattò di un effimero sogno. Con l'avvento della casa di Franconia, si acuì il conflitto con la Chiesa: nel 1046, Enrico III depose tre papi, rivali tra loro, raggiungendo il culmine della supremazia imperiale; nel 1077, viceversa, Enrico IV fu umiliato da papa Gregorio VII a Canossa e la teocrazia trionfò sul cesaro-papismo: il Concordato di Worms (1122) concluse a vantaggio della Chiesa la lotta delle investiture. Un altro tentativo di rinnovare l'impero, compiuto da Federico I Barbarossa, si infranse a Legnano, nel 1176, a opera dei Comuni, sostenuti dal papa. Malgrado la genialità della sua politica, non ebbe migliore fortuna Federico II di Svevia l'ultimo grande imperatore che fuse la concezione romana della sovranità con la visione medievale dell'impero. Dopo la morte di Federico II (1250) la Germania precipitò nel ''grande interregno'' fino al 1273, lasciando spazio al nuovo tentativo teocratico di Bonifacio VIII, che si scontrò con Filippo il Bello, re di Francia: questi, per sostenere i suoi diritti si valse della formula secondo cui il sovrano è ''imperatore nel suo regno'': l'idea della sovranità si scindeva così, per la prima volta, dall'idea dell'universalità e veniva assestato un durissimo colpo alle pretese dell'impero. Ormai l'imperatore era solo il capo onorario degli Stati tedeschi, eletto, secondo la Bolla d'oro di Carlo IV di Lussemburgo (1356), da sette principi, tre ecclesiastici (gli arcivescovi di Magonza, Treviri e Colonia) e quattro laici (il conte palatino del Reno, il duca di Sassonia, il marchese di Brandeburgo, il re di Boemia).
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