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Concetti Chiave

  • La dinastia severiana, attiva dal 235 a.C., includeva giuristi come Ulpiano e Paolo, che influenzarono il diritto romano.
  • Diocleziano, salito al potere nel 284 d.C., attuò riforme significative, tra cui la divisione dell'impero in parti occidentale e orientale e la creazione di diocesi per l'amministrazione provinciale.
  • L'età del dominato segna un cambiamento verso un sistema assolutistico, con la caduta della continuità con la repubblica e l'emergere di un potere imperiale dispotico.
  • Il termine "Tardoantico" è stato coniato nel 1901 e indica un periodo di transizione che si conclude con Giustiniano nel 565 d.C.
  • Le fonti del diritto nel dominato si componevano di "Leges", ovvero editti imperiali, e "Iure", opere giuridiche classiche reinterpretate in un contesto nuovo.

La dinastia severiana e le riforme di Diocleziano

Dal 235 a.C. dinastia severiana in cui operano i giuristi Ulpiano, Paolo, Ennio modestino. Nel 284 in cui un generale illirico, Diocleziano, prese il potere si procedette a una serie di riforme importanti sul piano istituzionale. Ciò che è interessante è la divisone dell’impero in due parti occidentale e orientale e la suddivisone amministrative delle provincie che furono aggregate introno alle diocesi, rette da un vicario e rette a loro volta da un prefetto.

Il tardoantico e il dominato

Età del dominato apre la scena ad una nuova forma istituzionale che non è più principato. L’espressione “Tardoantico”, fu coniata nel 1901 da uno storico dell’arte, Alois riegl, che notò nella storia dell’arte delle singolari consonanze tra l’arte contemporanea e quella bizantina. Inventò allora questa categoria . Alcuni storici lo hanno fatto addirittura coincidere con il medioevo. Nella storia romana, il tardo antico si conclude con Giustiniano nel 565 d.C. . Il dominato ha la sua piena espressione con Diocleziano e Costantino e altro non è che una forma istituzionale assolutistica in cui le facciate di continuità con la repubblica cadono, e l’imperatore mostra tutta la realtà dispotica e tirannica del suo potere. Un evoluzione, quindi, sul modello degli imperi orientali, dove non c’è più nulla dello spirito genuino romano, nemmeno la sobrietà dei costumi. Si sviluppa una costituzione imperiale detta dal sapore di leggi generali: editti, che non rappresentano più le leggi pubbliche romane, bensì le disposizioni dell’imperatore attraverso il recupero delle letteratura giurisprudenziale classica. Bisogna riconoscere che ciò che sappiamo nel periodo del dominato è molto esiguo e come sic evince dalle citazioni di alcuni storici“ sembra di assistere al ritrarsi della grazia di Dio” poichè non c’è più un giurista degno di questo nome. La giurisprudenza è in questo periodo anonima e parla come burocrate, poiché espressione dei funzionari di corte. Le opere vengono accorciate, modificate, semplificate venendo meno lo splendore della giurisprudenza classica.

Le fonti del diritto nel dominato

Le fonti del diritto del dominato si articolavano dunque in “Leges” (costituzioni imperiali ossia editti) e “Iure” ( le opere della giurisprudenza classica esibite in modo innovato dalle leggi imperiali oppure dalla scuole giuridiche o da anonimi autori).

Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali riforme istituzionali introdotte da Diocleziano?
  2. Diocleziano, salito al potere nel 284 d.C., attuò riforme significative, tra cui la divisione dell'impero in parti occidentale e orientale e la riorganizzazione delle province in diocesi, governate da un vicario e da un prefetto.

  3. Come si caratterizza il periodo del dominato rispetto al principato?
  4. Il dominato rappresenta una forma istituzionale assolutistica, in cui l'imperatore esercita un potere dispotico, allontanandosi dallo spirito genuino romano e dalla sobrietà dei costumi, come evidenziato dalla caduta delle facciate di continuità con la repubblica.

  5. Quali erano le fonti del diritto durante il dominato?
  6. Le fonti del diritto nel dominato si componevano di "Leges" (costituzioni imperiali) e "Iure" (opere della giurisprudenza classica, reinterpretate dalle leggi imperiali o da autori anonimi), segnando un'evoluzione rispetto alla giurisprudenza classica.

Domande e risposte

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