Concetti Chiave
- Silla mirava a restaurare l'ordinamento repubblicano, limitando il potere dei tribuni della plebe e revocando loro importanti diritti.
- Fissò regole rigorose per il cursus honorum, stabilendo età minime per le cariche politiche e intervalli obbligatori tra le elezioni.
- Aumentò il numero dei questori a 20 e riorganizzò il potere dei consoli, vietando loro di comandare eserciti mentre erano in carica.
- Il Senato fu ampliato a 600 membri, recuperando poteri decisionali, mentre i censori persero la facoltà di rimuovere senatori per indegnità.
- Il programma di Silla fallì a causa delle trasformazioni sociali in corso e dell'incapacità della classe dirigente di rispondere alle nuove esigenze della società romana.
Quali sono le riforme politiche di Silla?
Obiettivo di Silla era restaurare, con alcune modifiche, l'ordinamento dello Sfato repubblicano. Egli ridimensionò il potere dei tribuni della plebe, a cui furono revocati il diritto di veto, la facoltà di cifre chiunque in giudizio davanti alle assemblee e il potere di proporre le leggi.
Modifiche al cursus honorum
Silla inoltre fissò la successione delle cariche politiche, stabilendo un'età minima per accedere a ogni magistratura: si poteva ottenere la carica di questore non prima dei 36 anni e proseguire nei gradi successivi del cursus honorum con un intervallo di almeno due anni tra una carica e l'altra; non si poteva essere eletti consoli prima di aver compiuto 42 anni e un'eventuale rielezione non poteva verificarsi prima di 10 anni.
Riorganizzazione del Senato e delle province
Fu poi portato a 20 il numero dei questori, con funzioni esecutive alle dipendenze di pretori e consoli. Inoltre sai consoli in carica non poteva essere affidato il comando di un esercito e fu loro proibito di allontanarsi dalla città; i consoli e i pretori, terminato il loro mandato, erano nominati proconsoli o propretori e inviati a governare una provincia. La riscossione dei tributi della provincia dell'Asia venne sottratta agli equites e affidata al magistrato incaricato di governarla. Infine Silla determinò i confini della civitas (il territorio dei cittadini romani), che non avrebbero potuto essere varcati da nessun esercito. Il Senato, che passò a 600 membri, riacquistò il potere di veto sulle deliberazioni assembleari mentre i censori persero il potere di rimuovere i senatori in caso di indegnità.
Fallimento del programma di Silla
Silla mirava a costituire, attraverso l'ampliamento numerico e la differente composizione sociale del Senato, una classe dirigente forte e unita, dotata di esperienza politica e allargata al ceto equestre italico. Tutte queste disposizioni erano raccolte nelle leges Corneliae, emanate nel biennio 80-79 a.C.; in seguito Silla, ritenuto concluso il suo compito, depose la dittatura e l'anno successivo morì. Il programma di Silla era però destinato a fallire, perché troppo profonde erano ormai le trasformazioni in atto nella società romana, mentre la classe dirigente si dimostrava inadeguata a svolgere il compito assegnatole e incapace di accogliere le legittime richieste dei ceti emergenti.
Domande da interrogazione
- Quali erano gli obiettivi principali delle riforme politiche di Silla?
- Come venne modificato il cursus honorum durante il governo di Silla?
- Perché il programma di Silla è considerato un fallimento?
Silla mirava a restaurare l'ordinamento dello Stato repubblicano, ridimensionando il potere dei tribuni della plebe e limitando le loro funzioni, come indicato nel testo.
Silla stabilì un'età minima per accedere alle cariche politiche, con requisiti specifici per ogni magistratura e intervalli obbligatori tra le elezioni, come descritto nel testo.
Il programma di Silla fallì a causa delle profonde trasformazioni sociali in atto a Roma e dell'incapacità della classe dirigente di rispondere alle esigenze dei ceti emergenti, come evidenziato nel testo.