Concetti Chiave
- Silla ridusse il potere del tribunato della plebe, impedendo ai tribuni di proseguire il cursus honorum e vincolando le decisioni popolari all'approvazione del Senato.
- La riforma di Silla portò a un consolidamento dell'oligarchia senatoria, con i tribunali affidati ai senatori e l'abrogazione della legge di Caio Gracco.
- Dopo aver scritto la costituzione romana, Silla si ritirò a vita privata nel 81 a.C., abdicando alla dittatura e guadagnandosi il titolo di Silla Felix.
- Silla è considerato un conservatore, in contrasto con i populares come Mario, e promuoveva la concordia ordinum tra cavalieri e senatori per governare efficacemente lo Stato.
- La sua eredità politica mette in evidenza la mancanza di esperienza politica degli italici latini rispetto agli optimates, sottolineando la necessità di un accordo tra le diverse classi sociali.
La riforma di Silla
Silla, rendendosi conto di come i tribuni della plebe (carica un tempo rivoluzionaria, con figli democratici) erano sempre figli di buona famiglia, perché passando ai plebei essi potevano iniziare la carriera politica con misure demagogiche attraverso cui catturavano l’amore del popolo romano, decise che chi sceglieva di fare il tribuno della plebe non poteva continuare il proprio cursus honorum: il potere del tribunato della plebe fu in tal modo drasticamente ridimensionato, quasi vanificato e le decisioni delle assemblee popolari furono sottoposte all’approvazione del Senato; infine, i tribunali furono sottratti ai cavalieri ed affidati ai senatori (veniva così cancellata la legge giudiziaria di Caio Gracco).
Consolidamento dell'oligarchia senatoria
Si tratta quindi di un consolidamento a senso unico dell’oligarchia senatoria e Silla, una volta scritta la costituzione romana, nell’81 a.C. si ritira a vita privata, abdicando alla dittatura e nel 79 a.C. muore pacificamente, tanto da ricevere il titolo di Silla Felix (perché era riuscito a riformare sotto tanti aspetti ed aveva dato per la prima volta un ordine alla costituzione romana); tuttavia, dopo la sua morte non solo elementi popolari (visto che il tribunato della plebe non aveva più efficacia) ma persino consoli tentarono di assumere le funzioni di capi populares.
Eredità politica di Silla
Egli è un conservatore, non un populares come Mario, mentre come lui era un homo novus e questo dà la misura della poca maturità politica di questo ceto sociale: gli italici latini, assurti alla cittadinanza romana, anche di alta levatura intellettuale, comunque mancavano di quella esperienza politica che gli optimates avevano, che i patricii avevano; nel discorso ciceroniano il tema di fondo è la concordia ordinum (dei due ceti sociali, cioè cavalieri e senatori): alla base del suo progetto politico c’era l’idea che gli ordines si devono accordare per la guida dello Stato.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali modifiche apportate da Silla al tribunato della plebe?
- Qual è l'importanza della costituzione romana scritta da Silla?
- Qual è la differenza tra Silla e Mario in termini di approccio politico?
Silla ridimensionò drasticamente il potere del tribunato della plebe, stabilendo che chi ricopriva tale carica non potesse continuare il cursus honorum e sottoponendo le decisioni delle assemblee popolari all'approvazione del Senato, cancellando così la legge giudiziaria di Caio Gracco.
La costituzione romana scritta da Silla nel 81 a.C. rappresentò un consolidamento dell'oligarchia senatoria e portò a un ordine mai visto prima nella struttura politica di Roma, tanto che Silla fu soprannominato Silla Felix per i suoi successi riformatori.
Silla era un conservatore e non un populares come Mario; pur essendo un homo novus, Silla rappresentava una visione politica che cercava la concordia tra i ceti sociali, mentre Mario si allineava più con le istanze popolari, evidenziando la mancanza di esperienza politica degli italici latini rispetto agli optimates e ai patricii.