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La morte di Giulio Cesare


Cesare, dopo la presa della città di Alesia, fece divenire il paese dei Galli provincia romana. Con la conquista della Gallia, acquisì i mezzi necessari per combattere contro il Senato. Nel frattempo, però, Pompeo si era avvicinato al Senato, che lo aveva nominato console e insieme  consideravano Cesare un nemico. Quindi il Senato chiese a Cesare di presentarsi a Roma disarmato, ed egli accettò, solo a condizione: che anche Pompeo fosse stato disarmato. Pompeo rifiutò e Cesare varcando il Rubicone, dichiarò guerra. Il Senato affidò a Pompeo il comando della guerra ed egli si recò in Grecia per arruolare un esercito in Oriente, ma Cesare andò in Spagna e sconfisse delle legioni pompeiane, poi andò in Grecia, dove sconfisse nuovamente gli avversari, infine andò in Egitto per annientare completamente Pompeo, che era però già stato tradito dal re Tolomeo, che l’aveva ucciso. In Egitto Cesare rimase con Cleopatra, dalla quale ebbe il figlio Cesarione. Il figlio di Mitridate, intanto aveva messo in atto un progetto espansionistico, ma venne sbaragliato da Cesare, che subito dopo sconfisse anche l’esercito dei repubblicani e gli ultimi pompeiani rimasti. Cesare era ormai il signore di Roma e ne approfittò per ridurre le elargizioni gratuite di grano, mandare 10000 proletari in Spagna, in modo tale che fondassero nuove colonie e portare il Senato a 900 membri, quindi ricevette il titolo di dittatore per dieci anni e di imperatore a vita, infine creò un nuovo calendario. Successivamente organizzò una spedizione contro i Parti, che portò alla creazione di una congiura sostenuta dall’oligarchia senatoria, ex-pompeiani e sostenitori di Cesare, tale congiura uccise Cesare e nonostante tutto il Senato lasciò i congiurati impuniti, però vennero confermati i provvedimenti di Cesare e organizzati dei funerali. Un collaboratore di Cesare, ovvero Marco Antonio, voleva succedere Cesare, ma quando venne aperto il testamento di quest’ultimo  risultò che  la sua eredità sarebbe andata al pronipote Ottaviano, che venne considerato adatto a gestire il regno anche dal senato. Quindi tra il Senato e Antonio si instaurò una guerra, che venne vinta dal Senato.
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