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Prima Fase

In seguito alla nascita del nuovo accordo a Lucca, nel 56 a.C, da parte dei triumviri, Cesare parte per la Gallia. Precisamente due anni dopo, nel 58 a.C.
L'obbiettivo di Cesare era di espandersi e conquistare tutti i vari territori vicini, il problema era che egli non aveva alcun permesso o autorizzazione da parte del Senato. Nonostante questo, Cesare comincia ad espandersi, con il pretesto che le popolazioni vicine minacciassero il potete dei Romani.
Inizialmente raggiunse il Nord della Svizzera, sconfiggendo gli Elvezi e conquistando il loro territorio. Fece lo stesso nell'Ovest della Germania, contro i Suebi. Notando come Cesare stesse conquistando quasi ogni territorio vicino, i Belgi decisero di reagire, dando vita ad una rivolta, ma questo non fermò affatto Cesare, anzi, sconfiggendo il loro esercito con facilità, ottenne delle ricchezze per continuare la sua opera in Gallia.
Nel 57 a.C., Cesare finì (in parte) di "liberare" la Gallia, collezionando vittorie grazie alla sua astuzia e alla sua spietata brutalità.

Seconda Fase

Nonostante ormai Roma avesse un certo controllo sulla Gallia, Cesare non volle fermarsi, voleva espandersi sempre di più, finché non raggiunse anche l'isola sconosciuta della Britannia. Come era successo esternamente per i Belgi, questa volta furono le stesse tribù galliche ad intervenire dall'interno contro Cesare, dando vita anch'essi ad una rivolta. In particolare vi era la la tribù degli Alvezi, con a capo Vercingetorige. Nonostante il numeroso esercito, maggiore di quello di Cesare, ciò non bloccò quest'ultimo che ad Alesia vinse definitivamente.
Questo evento portò alla completa sottomissione della Gallia a Roma, inoltre fu il capolavoro militare di Cesare perché ebbe la meglio su un nemico molto più numeroso.
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