Adriano

Dopo la morte di Traiano, la moglie Plotina annunciò che l'imperatore in punto di morte aveva adottato il cugino Publio Elio Adriano, governatore della Siria. Il Senato ratificò la nomina, ma l'oligarchia senatoria non ebbe mai molta simpatia per questo sovrano a causa delle maggiori attenzioni che egli dedicò alle province orientali in particolare alla Grecia, ai cui abitanti concesse anche la cittadinanza. Adriano era un uomo colto amante del bello e della cultura, e fu celebrato dagli intellettuali greci come un principe saggio oltre che come letterato e poeta. Egli aveva un indole pacifica che si manifestò chiaramente durante il suo regno: per la prima volta Roma rinunciò a qualsiasi politica di espansione per concentrarsi esclusivamente sul consolidamento e la difesa delle frontiere. Adriano avviò perciò una riforma del reclutamento dell'esercito, arruolando prevalentemente uomini residenti nei luoghi in cui le truppe erano collocate; inoltre si affrettò a concludere una pace con i Parti che prevedeva il ritiro delle truppe romane dai territori della Mesopotamia sottomessi da Traiano. Infine, per risparmiare le ingenti spese che comportava un dominio militare diretto, il nuovo imperatore trasformò la provincia di Armenia in stato vassallo, soggetto soltanto al pagamento dell'annuale tributo. Per meglio difendere i confini nord occidentali Adriano fece costruire lungo il fiume del Reno e del Danubio una palizzata in legno e, in Britannia, una muraglia in pietra lunga circa 120 km costellata di torri di guardia e di avvistamento che tagliava l'isola in due parti in corrispondenza dell'attuale confine tra Inghilterra e Scozia: il vallo di Adriano. In realtà il progressivo arroccamento dei Romani all'interno dei loro territori consentì alle tribù che premevano lungo i confini di meglio organizzarsi militarmente e di prepararsi all'invasione del territorio di Roma. Adriano avviò la progettazione e la realizzazione di imponenti opere pubbliche in tutto l'Impero, anche Roma si arricchì di monumenti di impronta ellenistica tra cui il mausoleo di Adriano (Castel Sant'Angelo) e la fastosa reggia a Tivoli. Per ammodernare il metodo di governo, Adriano istituì il consiglio del principe formato da un gruppo di giure-consulti che conoscevano personalmente la situazione delle province. Il loro compito consisteva nel uniformare il complesso della legislazione romana e nell'offrire l'autentica interpretazione di tutte le norme giuridiche. Una celebre giurista, Salvio Giuliano, fu incaricato di raccogliere in un unico testo il cosidetto editto perpetuo, tutti i decreti emanati fino ad allora dai magistrati romani. Infine Adriano costituì un gruppo di funzionari imperiali, per limitare la prepotenza dei liberti imperiali poco alla volta sostituiti dalla nuova burocrazia. Adriano agevolò poi la colonizzazione di terreni abbandonati da parte di agricoltori liberi, il che diffuse un certo benessere.

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