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Dall'età dei Flavi al principato di Adriano

L'anno dei 4 imperatori --> Alla morte, nel 68, di Nerone la dinastià giulio-claudia terminò ed iniziò un anno di grande problematiche e cambiamenti dovuti all'incapacità del Senato di imporre il proprio volere e alla rivalità tra i diversi eserciti che volevano sul trono il proprio generale. In un anno quattro figure (Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano) si susseguirono: il 69 fu appunto l'anno dei 4 imperatori.

Vespasiano --> Tito Flavio Vespasiano apparteneva ad una famiglia italica di recente rango equestre: fu dunque il primo principe a provenire da ceti emergenti che fin dall'età di Augusto erano sempre stati ottimi funzionari, capaci ed esperti. Aveva una grande esperienza militare ma anche agilità nell'amministrazione. Portò molti cambiamenti durante il suo principato: nuova politica finanziaria, grandi opere pubbliche, numerosi nuovi tributi, nel 69 fece varare una legge su tutti i poteri del principe e con altrettanza chiarezza venne regolato il problema della succesione.

Promuove la scuola pubblica, aprì una nuova biblioteca nel Foro della Pace, stipendiò i retori greci e latini, a spese del fisco, e finanziò generosamente artisti, attori, ecc..

Tito --> Dopo 10 anni di principato Vespasiano morì e lasciò il potere a suo figlio, artefice della vittoria contro gli Ebrei ribelli. Fu un sovrano conservatore e profondamente rispettoso nei confronti del Senato. Tito promosse le prime campagne militari verso il nord della Britannia.
Durante il suo principato fu ultimato il Colosseo, inaugurato nel '80, costruzione già intrapresa da Vespasiano. Durante gli anni di Tito ci furono gravi calamità: nel 79 un'eruzione vulcanica distrusse Pompei, Ercolano e Stabia, nell'80 un violento incendio distrusse una parte di Roma e questo fu seguito da un'epidemia violenta.
Ebbe un'ottica cultura ed interessamenti in tutti i campi artistici

Domiziano --> Nell'81 muore per malattia Tito, giovane e senza eredi: il potere passò così nelle mani di suo fratello Domiziano che intraprese un carattere più assolutista per il suo potere, ispirandosi alle monarchie orientali, tanto da farsi chiamare "signore e dio" e pretendendo tributi.
Al suo principato non mancarono tuttavia aspetti positivi: amministrò con cura le province e istituì misure protezionistiche a favore dell'agricoltura. Per quanto riguarda la politica estera la sua idea era mirata all'aggressività ed espansione.
Infine venne ucciso da una congiura di aristocratici nel 96.
Fu interessato in prima persona alla poesia e, come Nerone, fece opera di promozione delle arti istituendo ludi cui erano abbinati concorsi letterari: a essi partecipavano letterati in cerca di affermazione. Il dispotismo di Domiziano ebbe effetti anche sui provveddimenti repressivi: molti esponenti filosofici, retori e astrologi vennero esplusi o addirittura condannati a morte.

[I Flavi, come i principi della dinastia giulio-claudia, ebbero interessi culturali e svolsero l'attività di promozione culturale, delle lettere e delle arti: anch'essi comunque controllaro la vita intellettuale ai fini di mantenere e di rinsaldare il loro potere, e repressero le manifestazioni del pensiero e dell'arte che potevano fornrie strumenti all'opposizione politica.]

Nella produzione letteraria, in risposta ai tentativi di innovazione soprattutto con Nerone, vi fu un ritorno al "classicismo" nel quale il classico venne più che imitato, emulato.

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