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Rivolta ionica e repressione di Dario

La fase iniziale della guerra si svolse sulle coste della Ionia e fu decisamente a favore dei Persiani. Infatti, nel 499 a.C., quando in Persia regnava Dario, le città della confederazione ionica, per motivi sia economici sia politici, si ribellarono ai loro dominatori sotto a guida tiranno di Mileto, Aristagora; esse ottennero dalla madrepatria scarsi aiuti, inviati da Atene e da Eretria (una città dell’isola Eubea).

I ribelli riuscirono però a penetrare verso l’interno e conquistarono Sardi, l’antica capitale del regno di Lidia, allora sede del governato persiano. La controffensiva persiana non si fece attendere: mentre l’esercito stava assediando da terra Mileto, sul mare la flotta dei Fenici, alleati dei Persiani, sconfisse quella greca, sicché la città fu conquistata. La vendetta di Dario fu terribile: Milet, patria dei primi filosofi e una delle città più importanti di tutto il mondo greco, fu distrutto e gli abitanti venduti come schiavi (494 a.C.).

Questa catastrofe provocò un’ondata di sgomento in tutta la Grecia; ad Atene, Frinico (un poeta tragico) portò sulla scena un’opera che descriveva la presa della città di Mileto, ma fece talmente impressione sugli spettatori che l’opera venne vietata. Si fece largo la convinzione che presto la guerra sarebbe arrivata alle porte di casa e questo indusse alcune città a stringere patti di alleanza tra loro.
In particolare Atene, che si sentiva minacciata a causa dell’aiuto prestato ai ribelli ionici, stipulo un accordo militare con Sparta.

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