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Diocleziano prese il titolo di “augusto” e si scelse come collega , Massimiano. I due augusti nominarono a loro volta, 2 “cesari”, Galerio e Costanzo Cloro. Ognuno dei 4 regnava una parte dell’impero. Questo sistema fu progettato anche per regolare la successione al trono. Le 4 capitali furono poste nelle vicinanze dei confini: a Treviri, a Milano, a Sirmio ecc.. In tal modo Roma, perse ogni reale importanza politica.

Sino a quel momento lo Stato romano non aveva avuto un bilancio regolare. In caso di emergenza, l’unico modo di far fronte alle spese era quello di confiscare il patrimonio dei più ricchi. Per avere un’amministrazione accorta, lo stato doveva contare sui provvedimenti fissi. Perciò fu calcolata per ogni provincia, la quantità di terra coltivabile: a ogni estensione di terra doveva corrispondere un cittadino da tassare. Lo stato, quindi, finì per imbalsamare la società. Dovette impedire che un contadino abbandonasse il proprio podere. Perciò fu vietato sia ai coloni sia ai curali di cambiare residenza. Per garantire che le entrate restassero stabili, si fece in modo che alla morte di un contribuente ne subentrasse un altro con identici doveri fiscali. La società che ne ricavò era estremamente rigida.Mantenere un apparato statale di simili proporzioni, esauriva completamente le risorse. Le tasse erano opprimenti.

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