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Il periodo ellenista


Si chiama età ellenista il periodo che fa seguito alla morte di Alessandro Magno e che ha una durata di circa tre secoli.
Alessandro Magno muore nel 323 a. C., a Babilonia dopo una brevissima malattia. Aveva solo 33 anni e sua moglie, la principessa era incinta del primo figlio. Pertanto mancando un erede che potesse governare, si pone il problema della successione al trono. In punto di morte, Alessandro trasmise tutti i suoi poteri ad un generale Perducca, consegnandogli il sigillo reale.
Alla morte di Perducca, si hanno delle lotte feroci fra i generali per appropriarsi del trono. Essi furono chiamati diadoci , cioè successori. Questi conflitti interni ebbero una lunga durata, ben 20 anni, senza mai giungere alla prevalenza di uno su tutti gli altri. Fu così che alla fine fu deciso di frantumare il vastissimo impero in tanti regni governati ciascuno da un generale che aveva combattuto con Alessandro. Ognuno di essi dette luogo ad una dinastia che avrà una durata più o meno lunga.
I più importanti regni ellenistici furono:
• il regno di Egitto la cui capitale era Alessandria e con a capo il generale macedone Tolomeo. Egli dette origine alla dinastia dei Tolomei che si consideravano successori dei faraoni.
• il regno di Siria, fondato dal generale Seleuco che dette origine alla dinastia dei Seleuci. Il regno fu successivamente ingrandito da Antioco figlio di Seleuco.
• Il regno di Macedonia che dopo un breve periodo in cui fu governato dal generale Antipatro, passò ad Antigono che dette origine alla dinastia degli Antigonidi.
• Il regno di Pergamo che si estendeva sulla costa della mediterranea dell’Anatolia.
• Il regno di Battriana che occupava il territorio dell’attuale Afganistan e quindi posto all’estremità dell’Impero.
I re ellenistici erano sovrani assoluti e ad essi i sudditi avevano l’obbligo di riservare gli onori come fossero degli dei.
La parola “ellenismo” significa “grecizzazione” e questo indica la notevole influenza che la civiltà greca ebbe sulla cultura degli altri popoli e che corrispondeva in pratica all’obiettivo che si era sempre fissato Alessandro Magno. Nei nuovi regni la classe dirigente non era più mista come all’inizio, bensì formata dai Greci che in essi occupavano un posto di prestigio. Fra i popoli dell’ex impero si diffuse così la lingua, l’arte, la filosofia e l’architettura greca.
La mescolanza che ne derivò fu positiva perché il mondo ellenistico di fatto diventò una realtà cosmopolita e le varie popolazioni avevano un comune denominatore: la cultura greca. Tuttavia, in questa realtà non esisteva più la figura del “cittadino” che aveva caratterizzato gli abitanti delle poleis. Poiché i nuovi regni erano governati da sovrani assoluti, le libertà dei cittadini erano compromesse e si parlava ormai di sudditi.
Nell’era ellenistica la condizione della donna subì un’evoluzione. Le donne cominciarono ad essere considerate come esseri pensanti e non più sottoposte al potere di un uomo, padre, marito o fratello, poco importa. In alcuni casi esse avevano anche diritto ad un’istruzione. Questi cambiamenti sono dovuti ai contatti con le monarchie orientali che alle donne riconoscevano molti più diritti di quando non facessero i Greci. Infatti le grandi scuole filosofiche greche che sostenevano l’inferiorità della donna si erano disgregate e a loro posto stavano subentrando altre scuole di pensiero che riconoscevano alla donne gli stessi diritti dell’uomo in quanto ne aveva le stesse capacità. Ovviamente, nell’età ellenistica le donne non raggiunsero mai la parità giuridica con l’uomo e soprattutto non avevano i diritt politici.
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