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Età ellenistica, periodo storico e mutamenti nella società

Per età ellenistica si indica il periodo successivo alla morte di Alessandro Magno nel 323 a.C. Con la sa scomparsa l’impero, dopo vari conflitti finì diviso nei Regni di Macedonia, Asia ed Egitto, si formarono però anche regni minori come Pergamo e Rodi. In questi anni si sviluppa una “civiltà universalistica” in cui i regni nati dalla divisione delle conquiste alessandrine presentano una struttura simile dal punto di vista economico – sociale; l’influsso di questa cultura giunge addirittura in India e Successivamente in Cina. Tutto ciò avviene in concomitanza con la crisi della pòlis; si affermano monarchie assolute di tipo orientale, la figura capo diventa il sovrano e il cittadino si trasforma in un vero e proprio suddito. Il mondo ellenico si trasforma in mondo ellenistico, sorgono nuclei di vita sociale, come Alessandria, i centri dell’Asia minore hanno una nuova fioritura e si ingigantisce anche il fenomeno della schiavitù, che contribuisce ad un impoverimento economico dei ceti medio-bassi.

In questo periodo si assise anche all'affermarsi del ceto sociale dei “nuovi Ricchi”(mercanti, appaltatori e speculatori), pur essendo “forti” economicamente, questi non godono degli stessi privilegi riservati all'aristocrazia terriera, Sale il prezzo della vita e si va delineando il divario tra i vari ceti sociali. Questa situazione porta il cittadino al disinteresse nei confronti dello stato e della politica.. Questi cambiamento in atto portarono alla produzione di una cultura propria, quindi l’intellettuale ha due possibilità: ripiegarsi in se stesso, come i filosofi greci, o dedicarsi a ricerche specifiche, come i “dotti alessandrini”. Si ha uno sviluppo delle discipline specifiche, che porta ad una “riorganizzazione globale degli studi” . La prova reale è rappresentata da Alessandria d’Egitto, che guidata dai Tolomei divenne un v alido centro culturale, grazie a Demetrio Falereo, il quale si pone il progetto di riunire in un unico istituto tutto il materiale bibliografico presente tra la Grecia e l’Asia. Da qui nasce la “biblioteca di Alessandria” , con ben 7000 volumi – papiro, classificata come la più grande raccolta di libri del mondo antico. Accanto alla biblioteca sorse un Museo che contiene un osservatorio astronomico, un giardino zoologico, orto botanico e varie “sale Anatomiche” in cui si prati praticava la dissezione di cadaveri, criminali ed animali. Sull'esempio di Alessandria d’Egitto sorgeranno poi altri centri di studio A Pergamo, Antiochia e Pella, che però non riuscirono ad eguagliare il centro egiziano, distrutto nel 624 d.C.

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