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Organi di governo nella Roma imperiale


Il regime instaurato a Roma da Augusto si basa su due fatti:
• concentrazione degli incarichi e dei poteri repubblicani nelle mani di un solo uomo, il Principe
• creazione di nuovi organi amministrativi, tutti derivati soltanto da lui
Di fatto, si trattò di una restaurazione del potere monarchico che tuttavia, cercò di conservare, per quanto possibile, le forme repubblicane. Tuttavia, sotto i successori di Augusto, la monarchia si consolidò, si centralizzò ancora di più e si burocratizzò ulteriormente per cui le parvenze repubblicane scomparvero definitivamente, una dopo l’altra.
Durante l’ Impero, della Repubblica sopravvissero la Magistratura, i Comizi, il Senato
La Magistratura diventò impotente: i consoli venivano eletti per un massimo di 4 mesi e per la rimanente parte dell’anno subentravano i consoli suffecti. Il titolo di console rimase a lungo, ma solo con un valore onorifico (Clodoveo, re dei Franchi, per esempio, aveva il titolo di console). Gli edili ed i tribuni erano svuotati di ogni autorità. Il Cursus honorum inizia a 17 anni con l’incarico di vigintivirato.
Augusto continuò a convocare i Comizi, ma con Tiberio essi furono spogliati di ogni diritto deliberativo a vantaggio del Senato. Verso la fine del I secolo, i Comizi perdono anche il potere legislativo
Il Senato risultava essere imbrigliato dal potere del Principe. Il Senato, formato da 600 Senatori, scelti dall’ Imperatore, deteneva il potere legislativo (tolto ai Comizi) e procedeva a creare i Magistrati. Anche se Augusto fa finta di condividere il proprio potere con il Senato, in realtà, quest’ultimo non si può più opporre alla volontà imperiale, eccetto dopo la morte dell’ Imperatore (= damnatio memoriae). Poco a poco il Senato fu ridotto ad un semplice consiglio municipale di Roma, ruolo che fu completato nel III secolo.
Ottaviano Augusto dette gradatamente la forma al potere imperiale, completato nell’anno 2 d.C. Innanzitutto si attribuì il nome di Imperator, poi è dichiarato inviolabile e quindi viene investito del potere dei tribuni della plebe senza alcun limite di durata. Successivamente si iscrisse in testa all’album senatoriale come il primo dei senatori anche se lungo fece vista di non considerarsi tale. Nelle provincie imperiali prende il titolo di proconsole che qualche anno più tardi è esteso alla totalità dell’Impero. Dopo essere nominato censore, diventò Grande Pontefice ed infine si fece proclamare Padre della Patria. Egli ebbe quindi poteri politici, militari, finanziari e religiosi. Nel governo si faceva aiutare dai collaboratori: alti funzionari, Cancelleria imperiale e Consiglio de Principe. Quest’ultimo organismo diventò sempre più importante fino a sostituire il Senato. L’ultima parola pronunciata da Augusto sul letto di morte fu: Acta est fabula = Lo spettacolo è finito.
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