Ominide 1660 punti

Il Medioevo ellenico e l'inizio dell'età arcaica

Il periodo tra il 1100 e l'800 a.C, caratterizzato da frammentazione politica, svuotamento delle città, difficoltà nella comunicazione, abbandono della scrittura, viene definito "medioevo" ellenico. Le principali indicazioni su questo periodo si ricavano dalle opere di Omero e Esiodo. La discesa dei Dori in Grecia accentua i movimenti migratori verso le coste dell'Asia Minore. La crisi favorisce la nascita, in tempi differenti, di comunità locali indipendenti, governate da un re, il basiléus, affiancato da un consiglio di anziani, aristocratici e proprietari terrieri.
Il ruolo militare dei nobili spesso determina la costituzione di regimi oligarchici. Col tempo, grazie al fenomeno della colonizzazione, si verifica un risveglio dell'economia. Aumenta il peso sociale dei proprietari terrieri non aristocratici, degli artigiani e dei mercanti, capaci di accumulare ingenti ricchezze. I ceti emergenti, ma anche i contadini chiedono spazi di partecipazione politica e leggi scritte e stimolano cosi la formazione della polis. Nasce una teogonia, viene definita la gerarchia delle divinità, dominate dalla coppia Zeus-Era, e si fissano le pratiche dei riti religiosi pubblici.

Nel IX secolo a.C si afferma in Grecia la scrittura, basata sull'alfabeto derivato da quello fenicio. Uno dei primi risultati è il diffondersi di grandi poemi epici, legati alle imprese degli Achei nella guerra contro Troia e al loro ritorno in patria.
Nel periodo arcaico l'arte è religiosa e le prime statue di legno rappresentano le divinità a occhi chiusi, senza alcuna espressione. La lavorazione della ceramica, inizialmente destinata a usi pratici, diventa sempre più raffinata e passa da rozze decorazioni geometriche alla raffigurazione di mostri, belve ed episodi della mitologia e dei poemi omerici.

Hai bisogno di aiuto in Storia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove