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Medioevo ellenico


Le Polis erano grandi città indipendenti, delle città-stato. Il momento più alto nell'esperienza di queste città fu quello di Atene dove da forme di governo aristocratiche si passò a forme di governo democratiche. A differenza delle città-stato dei Sumeri, queste presentavano una appassionata partecipazione della popolazione sia negli aspetti civili che in quelli politici: era presente un forte senso di collettività.
Ci fu inoltre un incremento demografico nella fascia intermedia, il Dèmos, cioè fra i contadini, gli artigiani e i mercanti, grazie al progresso economico. Nonostante questo venivano comunque esclusi dalla vita politica e cominciarono a contrapporsi al potere dei nobili.
In quel periodo le città-stato si basano sulla cavalleria, un privilegio per il ceto nobiliare. Finché non si manifestò anche il Dèmos che diede vita alla Fanteria, che si basava sulla lotta a piedi. Coloro che se ne occupavano venivano definiti Opliti e nacque ben presto la Falange Oplitica che andò a superare la cavalleria per importanza. Questa tipo di lotta si basava sulla protezione mediante grossi scudi e lance.
Durante quel periodo si superò l'idea dell'individualismo e ci si concentrò sull'integrazione del singolo nella comunità. Nacquero delle leggi scritte che diedero maggiori diritti e garanzie al Dèmos.
Le Polis adottarono diverse forme di governo, per esempio nacquero le polis aristocratiche basate sulla discendenza delle famiglie nobiliari. Era un regime oligarchico cioè un governo di poche persone. Ci fu anche il regime aristocratico dove a guidare e a possedere il potere era un solo uomo: il tiranno. Finché non nacque la democrazie, cioè il governo del popolo.
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