Video appunto: Mario e Silla - Riassunto

Mario e Silla



Dopo il fallimento dei Gracchi la società romana era sull’orlo di una guerra civile; sul piano politico si fronteggiavano due schieramenti:
1.ottimati(si autoproclamavano “i migliori), di cui faceva parte la nobiltà intenta a voler assumere il dominio assoluto sul senato
2.popolari, di cui facevano parte i cavalieri, la plebe meno ricca e alcuni nobili disposti a rinunciare ad alcuni privilegi pur di risolvere i problemi economici e sociali, disposti a fare concessioni al popolo italico e alle classi inferiori
Lo scontro segnò un secolo di storia romana e fu questo che pose definitivamente fine alla repubblica.
Nel 118 a.C. quando il re della Numidia(regione sulla quale da tempo Roma esercitava un dominio indiretto) morì, durante la lotta per la successione al trono dei figli, questi vennero assassinati dal cugino Giugurta, che si autoproclamò sovrano. Nella resa dei conti coi nemici, Giugurta fece uccidere dei mercanti italici e ciò spinse il senato romano a dichiarare guerra nel 112 a.C. Fino al 107 a.C. Roma conobbe una serie di sconfitte contro la Numidia a causa del denaro con il quale il sovrano corrompeva i generali, ma con l’arrivo di Gaio Mario eletto console con il mandato di domare Giugurta con l’aiuto del generale Silla, in due anni Roma sconfisse i Numidi.

Con questa vittoria il console guadagnò la stima del popolo, ma il disprezzo del senato. Però, quando i Germani, i Cimbri e i Teutoni minacciarono Roma, al senato non restò altro da fare che proclamare Gaio Mario console per altri cinque anni vista la minaccia incombente. Grazie a due vittorie, nel 102 a.C. sui Teutoni e nel 101 a.C. sui Cimbri, riuscì a liberare l’Italia.
Durante i cinque anni di consolato, da console si trasformò in capo politico. La sua mossa più importante fu la riforma dell’esercito, che diventò volontaria e aperta a nullatenenti e italici: essa era però permanente rispetto alla precedente, retribuita e al momento del congedo, i veterani ricevevano un apprezzamento di terra.
Quando nel 100 a.C. Saturnino, uno dei tribuni della plebe, propose l’assegnazione delle terre ai veterani, gli ottimati insorsero. Mario fu invitato ad eliminare il tribuno con le armi, ma non acconsentì riponendo in lui le speranze. Per i ceti popolari che lo avevano sostenuto fu tradimento: gli ottimati riuscirono a screditare Mario che poco a poco perse anche la fortuna politica.