Traiano

Marco Traiano fu il primo provinciale a salire al trono imperiale. Nobile di origine, si era fatto apprezzare per la cultura, l'indubbio equilibrio e la grande abilità militare. Memore della sua esperienza come senatore, mantiene sempre ottimi rapporti con l'assemblea. Anche nei confronti dei cristiani, già perseguitati dai suoi predecessori, Traiano tiene una posizione improntata a una prudente tolleranza e a un sostanziale buonsenso: dispose che il cristianesimo fosse perseguitato soltanto nel caso provocasse disordini o attentasse all'ordine dello Stato. Sotto il governo di Traiano l'impero raggiunse la sua massima espansione e ne furono consolidati i confini. Con una lunga campagne militare l'imperatore sottomise la Dacia, una regione a sud del Danubio ricca di miniere d'oro, che prese il nome di Romania. Fisicamente, nel 107 dopo Cristo, Traiano conquistò anche il regno dei Nabatei, l'attuale Giordania, era una regione strategica per l'impero perché vi transitavano le carovane da e per l'estremo Oriente. Durante il principato di Traiano Roma arricchì il proprio aspetto con monumenti e opere di pubblica utilità e di grande magnificenza dovuti all'architetto greco Apollodoro di Damasco come il foro e i Mercati. L'imperatore finanziò anche il parziale prosciugamento e la messa a coltura delle paludi pontine e la costruzione di nuovi ed efficient porti marittimi ad Ancona, Civitavecchia e Ostia che agevolarono l'afflusso di merci dalle Province verso l'Italia e la capitale, inoltre incentivò la costruzione e la manutenzione di strade imperiali anche al di fuori del territorio italico. Altre misure furono finalizzate alla fondazione di nuove colonie nelle province mentre i senatori vengono obbligati a investire un terzo delle loro sostanze nel territorio italico; sempre per incentivare l'economia italica furono concessi prestiti a tasso di interesse agevolato agli agricoltori della penisola, infine, con il bottino ricavato delle spedizioni vittoriose l'imperatore sostiene finanziariamente le famiglie povere anche per arginare il fenomeno della vendita o dell'abbandono dei bambini. Per consolidare i confini dell'impero Traiano nel 115 dopo Cristo intraprese una guerra contro i Parti, tradizionali nemici di Roma. Egli sottomise tutta la Mesopotamia e l'Armenia, ma una violenta rivolta delle comunità giudaiche lo costrinse ad abbandonare questi territori. Durante il lungo viaggio di ritorno verso Roma imperatore morì improvvisamente in Cilicia (117 d.C.).

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