Nel 98 d. C. Nerva morì. Gli succedette Traiano, di origine spagnola e dunque il primo imperatore non italico, che governò per quasi vent'anni, portando l'impero alla sua massima espansione territoriale. Nella sua azione di governo, il nuovo imperatore cercò di presentarsi come un servitore dello Stato e un buon amministratore. Politicamente si appoggiò più sull'esercito che sul senato, con cui tuttavia mantenne buoni rapporti. In politica interna si adoperò per risollevare l'agricoltura e l'artigianato italici, penalizzati dalla concorrenza delle province. A questo fine Traiano promosse imponenti interventi per migliorare il sistema vario e portuale, concesse ai piccoli proprietari terrieri prestiti a basso interesse, alleggerì il carico fiscale, destinò un sussidio per l'educazione dei giovani poveri, combatté infine la disoccupazione attraverso investimenti nell'edilizia. Avviò l'edificazione del porto di Ancona e dell'imponente arena di Verona. A Roma fece costruire un ampio Foro con al centro la gigantesca Colonna Traiana, una basilica, due biblioteche e un monumentale mercato.

La politica estera di Traiano fu caratterizzata dalla ripresa dell'espansionismo militare a Oriente. L'obiettivo era quello di controllare le grandi rotte commerciali con l'Estremo Oriente; il sogno era di eguagliare le favolose imprese di Alessandro Magno. Con una rapidità degna di Giulio Cesare, Traiano prima sottomise la Dacia, una regione dell'Est europeo ricca di favolose miniere d'oro, poi conquistò l'Arabia Petrea, corrispondente all'incirca all'attuale Giordania, sconfiggendo i Nabatei e giungendo fino alla penisola desertica del Sinai; infine, negli anni successivi annesse all'impero tre nuove province: l'Armenia, l'Assiria e la Mesopotamia. Durante quest'ultima campagna militare, Traiano inflisse ai Parti una serie di umilianti sconfitte, giungendo a saccheggiare la loro capitale Ctesifonte. Alla fine, l'avanzata romana si arrestò alle foci del Tigri e dell'Eufrate, sul golfo Persico. A questo punto la stanchezza delle legioni e lo scoppio di una violenta rivolta in Palestina costrinsero il generale a ripiegare verso Occidente. Nel 117 d. C., durante la marcia di ritorno, Traiano si ammalò e morì.

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