Concetti Chiave
- L'istruzione presso i sumeri era condivisa tra padri e scribi, con quest'ultimi che trasmettevano sapienza religiosa in forma poetica.
- In Egitto, gli scribi formavano una classe intellettuale fondamentale, operando in ogni strato della società e registrando aspetti vitali della vita civile.
- La statua di Kai, un noto scriba egiziano, rappresenta l'importanza della scrittura, evidenziando il suo ruolo tramite il calamo e il papiro.
- Il possesso della cultura, rappresentato dagli scribi, era strettamente legato al potere, fungendo da intermediari tra letterati e analfabeti.
- Gli scribi, attraverso un rigoroso tirocinio di quattro anni nei templi, acquisivano competenze amministrative e religiose, spesso sotto punizioni severe.
L'istruzione presso i sumeri
Presso i sumeri l’istruzione era affidata in parte ai padri e in parte agli scribi, figure importanti anche nella civiltà egizia, che trasmettevano in forma poetica la sapienza legata alle credenze religiose. Le scuole egiziane dipendevano dai templi: il sapere era custodito e tramandato dalla casta sacerdotale.
Il ruolo degli scribi in Egitto
Benché gli scribi assumessero ovunque, nelle civiltà orientali, un ruolo di grande importanza, in Egitto essi formavano una classe intellettuale che era sí al totale servizio del potere, ma attraversava ogni strato della società. In quella grande civiltà della scrittura che fu l’Egitto, dove qualsiasi aspetto della vita civile veniva accuratamente registrato e pianificato, lo scriba era, si può dire, onnipresente. Il reclutamento di una numerosa casta di scribi era dunque essenziale per il funzionamento dello stato egiziano; a selezionarli provvedevano apposite scuole (generalmente alla diretta dipendenza dei templi) durante lunghi anni di addestramento.
La statua dello scriba Kai
L’immagine piú conosciuta di scriba egiziano si trova a Parigi, in una sala del Museo del Louvre: è una piccola statua di calcare dipinto ritrovata a Saqqara dall’archeologo francese Auguste Mariette. Questo personaggio - il cui nome era Kai - indossa un semplice gonnellino, nella mano destra tiene un calamo appuntito e siede con le gambe incrociate, sulle quali è disteso un rotolo di papiro.
Il potere degli scribi
Come in tutte le civiltà antiche, la divisione fra letterati e illetterati aveva riflessi molto forti sulla società: il possesso della cultura equivaleva quasi sempre al possesso del potere. Nell’antico Egitto lo scriba o «scrivano» costituiva il punto di contatto tra i due mondi dell’educazione e dell’analfabetismo, un interlocutore necessario per l’«uomo della strada», il contadino, che era spesso costretto a rivolgersi a lui per le diverse esigenze richieste dal rigido e complesso sistema amministrativo egiziano.
I privilegi degli scribi
Gli scribi erano un ceto sociale privilegiato: un papiro che contiene una serie di esercizi di scrittura elenca, forse esagerandoli, i vantaggi economici e personali di questo mestiere: «Diventare uomo di fiducia del faraone, avere le chiavi di tesori e granai, stabilire le offerte agli dei nei giorni di festa, possedere una bella villa e tanti schiavi...». Un altro papiro ricorda invece i vantaggi intellettuali di chi sa scrivere: «L’arte della scrittura, per chi la conosce, è piú dolce del pane e della birra, piú dolce delle vesti e degli unguenti...».
Il tirocinio degli scribi
Gli scribi, oltre a svolgere delicati compiti amministrativi, erano anche addetti alla copiatura dei testi religiosi: il loro tirocinio si svolgeva nei templi delle divinità e durava quattro lunghi anni, sotto la guida di maestri molto severi, che ricorrevano spesso, quando i discepoli si mostravano poco attenti o svogliati, a punizioni corporali. Il principio didattico fondamentale era il seguente: «L’orecchio del fanciullo è sulla sua schiena: egli ascolta quando lo si batte».
Il ruolo dei sacerdoti
I sacerdoti occupavano una posizione centrale non solo nella vita religiosa, ma anche in quella politica e culturale: erano i custodi piú severi dei costumi tradizionali, tanto che, quando il potere faraonico s’indebolí e scomparve, fu la classe sacerdotale a mantenere viva la cultura, e con essa l’identità nazionale del popolo egiziano, anche durante i secoli del dominio straniero e sino alla fine del mondo antico (secoli IV-VI d.C.).
Le conoscenze scientifiche dei sacerdoti
Nello stesso tempo, i sacerdoti erano i depositari delle conoscenze scientifiche e tecniche che toccarono, fin dall’epoca protostorica, livelli molto elevati. Particolare rilievo ebbero l’astronomia, la medicina e la matematica: sono state rinvenute testimonianze di studi relativi al moto degli astri e al calendario solare, a tecniche mediche sofisticate (specie nel campo ortopedico e ginecologico) e al calcolo geometrico delle superfici.
Il sapere segreto dei sacerdoti
Le dottrine dei sacerdoti restavano però rigorosamente segrete, custodite com’erano nell’ambito chiuso della loro casta: ogni tempio importante aveva una sua scuola, che tramandava le conoscenze della casta sacerdotale, alla quale erano ammessi soltanto i futuri ministri del culto. Il sapere egiziano era dunque essenzialmente religioso, nel senso che era custodito e trasmesso dai sacerdoti, i quali rivestivano una tale importanza da costituire una specie di contraltare al potere politico rappresentato e amministrato dal faraone.
Domande da interrogazione
- Qual era il ruolo degli scribi nella società egiziana?
- Come veniva organizzata l'istruzione per gli scribi?
- Quali privilegi godevano gli scribi?
- Qual era la funzione dei sacerdoti nella cultura egiziana?
- Quali conoscenze scientifiche possedevano i sacerdoti egiziani?
Gli scribi costituivano una classe intellettuale fondamentale in Egitto, essendo onnipresenti nella registrazione e pianificazione della vita civile, e il loro reclutamento era essenziale per il funzionamento dello stato (testo).
L'istruzione degli scribi avveniva in scuole dipendenti dai templi, con un lungo tirocinio di quattro anni sotto la guida di maestri severi, che utilizzavano punizioni corporali per mantenere l'attenzione degli studenti (testo).
Gli scribi erano un ceto sociale privilegiato, con vantaggi economici e personali, come la fiducia del faraone e l'accesso a beni materiali, oltre a godere di un'arte della scrittura considerata preziosa (testo).
I sacerdoti erano custodi della cultura e della religione, mantenendo viva l'identità nazionale egiziana anche durante i periodi di dominazione straniera, e rivestivano un ruolo centrale nella vita politica e culturale (testo).
I sacerdoti erano depositari di avanzate conoscenze scientifiche, in particolare in astronomia, medicina e matematica, ma tali dottrine rimanevano segrete e riservate ai membri della loro casta (testo).