Concetti Chiave
- La caduta della monarchia portò all'instaurazione della Repubblica, riducendo il potere assoluto del re e creando un modello di stato più collegiale.
- Le magistrature romane, come pretori e consoli, avevano ruoli e funzioni specifiche, con i pretori che gestivano l'attività giudiziaria e i consoli che dirigevano la politica e l'esercito.
- I questori si occupavano della gestione finanziaria dello stato, mentre gli edili si dedicavano all'amministrazione delle città e all'organizzazione degli spettacoli pubblici.
- I censori, eletti ogni cinque anni, avevano responsabilità come il censimento dei cittadini e il controllo della moralità pubblica, contribuendo alla gestione dei beni comuni.
- Le lotte tra patrizi e plebei portarono a importanti conquiste civili per i plebei, come l'elezione di tribuni con potere di veto e la fine del divieto di matrimonio tra patrizi e plebei.
Caduta della monarchia
La monarchia, come ricordiamo, era caduta perché ai capi delle gentes più influenti non andava bene che il re avesse potere assoluto dimenticandosi completamente delle famiglie gentilizie. Quindi con l’avvento della Repubblica si delineò un modello di stato in cui il potere non fosse più concentrato nelle mani del singolo.
Struttura delle magistrature
Le nuove magistrature erano collegiali; abbiamo in ordine decrescente pretori, consoli, questori, edili e censori:
Funzioni dei pretori e consoli
* i pretori (istituiti nel 367 a.C.) ebbero carica annuale e diressero l’attività giudiziaria, inizialmente ce n’era uno solo ma il numerò salì a due e, siccome dovevano amministrare militarmente le province che crescevano di numero, andavano via via aumentando anch’essi. In caso di assenza dei consoli si occupavano loro di quelle funzioni;
* i consoli erano magistrati supremi subordinati ai pretori e venivano eletti annualmente, la loro coppia di nomi identificava l’anno in cui ricoprivano la loro carica ed esso veniva annotato nei Fasti consolari. Ad ogni modo dirigevano la politica e amministravano lo stato, comandavano gli eserciti e avevano il pieno diritto di proporre nuove leggi all’assemblea dei cittadini;
Ruolo dei questori ed edili
* i questori amministravano il denaro dello stato e il finanziamento degli eserciti, la questura è la prima magistratura con cui si accede al cursus honorum (una sorta di carriera fra queste cariche…);
* gli edili si occupavano della cura delle città (edilizia cittadina, viabilità, mercati, sorveglianza dei templi, approvvigionamento e dell’organizzazione degli spettacoli);
Compiti dei censori
* i censori venivano eletti ogni cinque anni, ma restavano in carica solo per diciotto mesi e avevano molti compiti come il censimento dei cittadini e la stima dei loro beni, la revisione della lista dei senatori, il controllo della moralità pubblica, la cura di edifici e luoghi pubblici (vie, ponti e acquedotti) e la concessione in affitto di terre dello Stato.
Elezioni e dittatura
Consoli, pretori e censori venivano eletti dai comizi centuriati mentre questori ed edili dai comizi tributi; queste magistrature erano ordinarie e i loro poteri venivano passati, solamente in estremi casi di pericolo, a un dittatore che era un magistrato straordinario (nominato da uno dei due consoli) in carica per un tempo massimo di sei mesi.
Transizione alla Res Publica
Dalla fase regia si è passati alla vera forma della Res Publica che è caratterizzata dalla compresenza e dall’interazione fra Senato, magistrature e popolo.
Lotte tra patrizi e plebei
Furono determinanti le lotte fra patrizi e plebei, nel 494 a.C. ci fu la prima “secessione” della plebe che con uno sciopero riuscirono ad ottenere alcuni diritti civili e politici come quello di eleggere propri rappresentanti (tribuni della plebe, considerati inviolabili o per meglio dire sacrosanti, che avevano diritto di veto nei confronti dei provvedimenti che altri magistrati prendevano contrariando quelli che erano gli interessi della plebe) e l’approvazione della legge Canuleia nel 445 a.C. che aboliva il divieto di matrimonio fra patrizi e plebei. Pian piano i consoli giunsero sino al Senato, il primo salì al potere nel 366 a.C.
Potere religioso del patriziato
Il patriziato non solo aveva potere in campo politico ma anche in campo religioso: i pontefici erano sacerdoti di carica vitalizia che custodivano lo ius sacrum (regole del diritto sacrale) e tutta la lista delle varie festività religiose che dovevano ordinare all’interno del calendario, tenevano aggiornato l’elenco dei magistrati del popolo romano e potevano in qualunque momento bloccare ogni iniziativa dei magistrati in quanto si occupavano del rapporto fra uomini e dei.
Democratizzazione del diritto
Per far si che lo stato divenisse democratico occorreva sottrarre ai pontefici il controllo esclusivo del diritto; a poco a poco questa scienza giuridica venne resa nota tramite la pubblicazione di leggi e formulari come le leggi delle XII Tavole promulgate a metà del V secolo a.C., lo Ius Flavianum di Appio Claudio Cieco del 304 a.C. e l’usanza di dare pubblici responsi giuridici del III secolo a.C. introdotta da Tiberio Coruncanio. È quindi nel III secolo a.C. che ha inizio la letteratura latina: è il momento in cui lo Stato ha raggiunto il suo assetto giuridico - istituzionale essendo cessato il monopolio della giurisprudenza da parte del pontificato.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause della caduta della monarchia romana?
- Quali erano le principali magistrature della Repubblica romana e le loro funzioni?
- Come avvenivano le elezioni delle magistrature romane?
- Quali furono le conseguenze delle lotte tra patrizi e plebei?
- Come si è democratizzato il diritto romano?
La caduta della monarchia avvenne perché i capi delle gentes influenti non accettavano il potere assoluto del re, che trascurava le famiglie gentilizie, portando così all'instaurazione della Repubblica, dove il potere non era più concentrato in un singolo.
Le magistrature principali erano pretori, consoli, questori, edili e censori. I pretori dirigevano l'attività giudiziaria, i consoli gestivano la politica e gli eserciti, i questori amministravano le finanze, gli edili si occupavano della cura delle città e i censori controllavano la moralità pubblica e il censimento.
Consoli, pretori e censori venivano eletti dai comizi centuriati, mentre questori ed edili dai comizi tributi. In situazioni di emergenza, i poteri di queste magistrature potevano essere trasferiti a un dittatore, nominato da uno dei consoli.
Le lotte tra patrizi e plebei portarono a importanti conquiste civili e politiche per la plebe, come l'elezione di tribuni della plebe e l'approvazione della legge Canuleia, che aboliva il divieto di matrimonio tra patrizi e plebei.
La democratizzazione del diritto avvenne attraverso la pubblicazione di leggi e formulari, come le leggi delle XII Tavole e lo Ius Flavianum, che resero la giurisprudenza accessibile e ridussero il monopolio dei pontefici sul diritto, contribuendo così alla formazione di uno stato più democratico.