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Indoeuropei, un impero di cavalieri

Intorno al 2000 a.c, in diverse regioni del mondo (Asia Minore, altopiano iranico, India, Europa) avevano fatto la loro comparsa gli indoeuropei. Il termine “Indoeuropeo” ha una valenza linguistica, serve cioè a definire un insieme di popoli che parlavano una stessa lingua o lingue derivanti da un idioma comune. Ancora oggi, però, non sappiamo con certezza da dove gli indoeuropei provenissero e per quali ragioni si disseminarono in uno spazio geograficamente così vasto soprattutto poiché non possediamo testimonianze dirette della loro esistenza e non possiamo quindi ricostruire la loro storia sulla base dei reparti di cultura materiale. Secondo l’ipotesi tradizionale, la loro patria d’origine sarebbe stato l’Europa settentrionale, tra le Alpi e il mar Baltico; altri hanno pensato che i popoli indoeuropei abitassero alcune regioni della Russia meridionale attorno al mar Nero ( ed è questa l’ipotesi ritenuta più probabile); alcune teorie, più recenti, collocano il nucleo primitivo degli indoeuropei in alcune zone dell’Anatolia e li considerando non una popolazione di nomadi guerrieri, come si pensava un tempo, ma di agricoltori sedentari.

Un gruppo di tribù di lingua indoeuropea cominciò ad infiltrarsi in Anatolia: questo popolo ci è noto con il nome di Hittiti, che si legge nella Bibbia. Gli Hittiti riuscirono a sottomettere le popolazioni locali grazie alla loro indiscutibile superiorità militare: in battaglia essi usavano armi fino ad allora sconosciute, come le spade e soprattutto i veloci carri da combattimento trainati dai cavalli (animale introdotti in Mesopotamia proprio dagli Hittiti). La regione in cui essi si stabilirono era proteta da montagne inaccessibile e coperte di boschi: questo ostacolò lo sviluppo della loro vita cittadina, che non raggiunse mai il livello che aveva in Egitto e in Mesopotamia. Tuttavia, il paesaggio Anatomico offriva alcuni vantaggi: forniva in abbondanza il legname, che altre popolazioni dovevano importare dall’estero e altre materie prime quali argento e metalli in genere. Agli Hittiti, inoltre, va riconosciuto il merito di una decisiva innovazione tecnologica: furono infatti i primi a conoscere il segreto della trasformazione del ferro in acciaio, tecnica di cui riuscirono a mantenere, fino alla loro caduta (intorno al 1200 a.c), il prezioso monopolio.

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