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Le città dell’Impero romano


Le antiche e gloriose civiltà dei Greci e dei Fenici cedettero il posto alla nuova potenza romana, lasciando anche in eredità buona parte delle loro “ricchezze” sia materiali che culturali. La stessa cosa avvenne pure negli altri territori occupati da Roma: con lo sviluppo della civiltà dei Romani, nuove città si sovrapposero a quelle già esistenti sia verso oriente che verso occidente, oppure si affiancarono ai pochi insediamenti umani presenti nell’Europa centro-settentrionale.
Roma fu proprio la maggior città del mondo antico e raggiunse una popolazione di circa 700.000 abitanti nell’età imperiale, intorno al 100/150 d.C. nel terzo e quarto secolo le città romane formavano una fitta rete copriva gran parte del nostro continente: dalle coste dell’Oceano Atlantico arrivavano fino al Vallo di Adriano che separava l’Inghilterra dalla Scozia; dal Danubio giungevano sino al Reno. La tipica forma quadrata della pianta di tutte le città di origine romana ci testimonia che lo scopo principale dei Romani era di fondare luoghi di difesa per il loro territorio e postazioni da cui partire per nuove conquiste; la pianta della città infatti deriva proprio dalla struttura tipica dell’accampamento dell’esercito romano. La geografia fisica del territorio influì moltissimo sulle decisioni dei Romani: le più grandi città vennero infatti costruite in luoghi pianeggianti e possibilmente centrali rispetto alla regione che doveva essere controllata e amministrata, mentre città minori vennero edificate in luoghi strategici di confine o su alture.
Assunsero molta importanza le vie di comunicazione, che si svilupparono su tutto il territorio dell’Impero per collegare la capitale con tutte le provincie. (A tal proposito è rimasto famosissimo il detto: tutte le strade portano a Roma).
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