Concetti Chiave
- Nerva, un anziano senatore, fu scelto dai congiurati per guidare l'impero, introducendo l'adozione come criterio di successione al posto della discendenza per sangue.
- Durante il regno di Nerva, fu promesso che non sarebbero state inflitte condanne ai senatori, un impegno mantenuto anche dai suoi successori.
- Traiano, successore di Nerva, segnò l'inizio del principato adottivo e garantì al Senato una maggiore partecipazione nella gestione dello Stato.
- Il Senato sotto Traiano era composto da membri provenienti anche dalle province, riflettendo un ampliamento del bacino di reclutamento della classe dirigente.
- Sotto Traiano, l'impero romano raggiunse la sua massima espansione, con importanti conquiste in Dacia e contro i Parti, nonostante le difficoltà in Palestina.
Indice
La successione di Nerva e Traiano
I congiurati affidarono il potere a Nerva, un anziano senatore, che ebbe l’intelligenza di adottare un abile generale di origine spagnola: Traiano. Inoltre Nerva propose un nuovo importante criterio nella scelta del principe: alla successione per “sangue” doveva sostituirsi quella per “adozione”; in più prestò il giuramento che durante il suo regno non sarebbero state inflitte condanne ai senatori, patto che sarà imposto anche ai suoi successori.
Alla morte di Nerva (98 d.C.) il potere passò nelle mani di Traiano, il cui impero segnò l’inizio del principato adottivo
Il senato e la gestione dello stato
Con Nerva e quindi anche con Traiano, è garantita la partecipazione alla gestione dello Stato al Senato.
Tuttavia il Senato di quel periodo era profondamente diverso da quello che ancora Vespasiano aveva conosciuto. Il bacino di reclutamento della classe dirigenziale si era enormemente ampliato (molti senatori provenivano dalle province), tendenza che d’altra parte riguardava anche gli stessi principi.
La politica estera
Le conquiste di Traiano
Traiano, invece, mosse importanti guerre di conquista.
Attraverso due guerre ci fu l’occupazione della Dacia (Nord del Danubio). Riscosse numerosi successi contro i Parti, riducendo a province romane Armenia, Mesopotamia superiore e Assiria. Con lui l’impero romano raggiungeva la massima espansione della sua storia.
Traiano morì sul fronte, nel 117 d.C., senza essere riuscito a riprendere il controllo della situazione in Palestina dove gli Ebrei si erano ribellati approfittando del temporaneo allentamento della pressione su quel territorio, da parte dell’esercito romano.