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Flavio Zeno (che cambiò il nome in Zenone dopo essere diventato Imperatore) nacque nel 425 circa a Zenonopoli e morì nella stessa città nel 491.

Era di origine isaurica (ossia proveniva dall’Isauria, ora provincia della Turchia), quindi considerato un barbaro dagli abitanti di Costantinopoli, tuttavia lui dimostrò di non essere quello che la gente pensava. Iniziò lavorando come guardia imperiale di Leone I, che iniziò a pensare a quest’uomo come a qualcuno che poteva cambiare le sorti dell’Impero (già in decadenza per il flusso continuo di popolazioni germaniche in arrivo).

Si sposò con la figlia dell’Imperatore che proteggeva, Ariadne, e da lei ebbe un figlio che prese il nome del padre, chiamandosi appunto Leone II. Era entrato in contatto, intanto, con un generale germanico, Aspare; tuttavia questi rapporti divennero più tesi, tanto che fu ucciso da Zenone stesso e dall’Imperatore in una congiura. Alla morte di Leone I, fece da reggente di Leone II e, nel 474, divenne co-imperatore (in quanto il giovane Leone II morì).

A causa della ribellione guidata da Basilisco, fu deposto l’anno successivo. Tuttavia, Zenone risalì al potere nel 476 e riuscì, con una fortuna maggiore rispetto alla volta precedente, di tenere questo trono finno all’anno della sua morte, nel 491, riuscendo a sedare in modo definitivo le ribellioni e riuscendo a gestire le popolazioni barbariche che premevano al confine dell’Impero, tanto da riuscire a convincere alcuni Goti a far parte dell’esercito imperiale.
Il campo in cui lui si dedicò di più fu quello della religione: infatti promulgò nel 482 un atto chiamato “Henotikon”, scritto come tentativo di arginare le idee opposte sulla vita di Gesù Cristo di Nazareth (le due fazioni erano quelle dei calcedoniani e quella dei miafisiti: i primi vedevano due nature di Cristo, i secondi solamente una).

Tuttavia questo tentativo non ebbe successo, ma peggiorò la situazione, tanto che Papa Felice III scomunicò colui che aiutò Zenone nella stesura di questo libro, Acacio, che per ripicca diede avvio ad uno scisma che, a differenza di quelli famosi che conosciamo un po’ tutti, fu ricomposto nel 519.

Sui motivi per la morte di Zenone vi sono diversi motivi, ma tutti riguardano una malattia: c’è chi dice che sia morto di epilessia e chi di dissenteria. In ogni caso, morì senza lasciare eredi e vide, durante il suo periodo imperiale, la caduta dell’Impero Romano D’Occidente, ma non possiamo dargli colpa, in quanto ha permesso che quello D’Oriente vivesse per altri 1000 anni.

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