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Augusto: la personalità

Il vero nome di Augusto era Caio Ottavio. Egli nacque il 23 settembre del 63 a.C. a Roma; sua nonna, Giulia, era sorella di Giulio Cesare e suo padre era il governatore della Macedonia. All’età di cinque anni, egli perse il padre e la madre lo fece educare con molta semplicità anche perché il ragazzo era di salute piuttosto gracile. Dai documenti, risulta che fosse nervoso e malaticcio, che soffrisse fin da giovane di reumatismi a tal punto da farlo zoppicare lievemente e da rendergli difficoltoso l’uso della mano destra. Le fonti ci informano anche che soffrisse d’insonnia, che patisse il freddo e che per un nonnulla si stancasse. A diciassette anni, fui adottato da Cesare che si affezionò molto al nipote, visto il suo carattere mite e sensibile. Lo portò con sé nel 45 a.C. nella spedizione in Spagna e notò che nonostante i problemi di salute generalizzati, sapeva affrontare i rischi e le fatiche della guerra con coraggio ed entusiasmo. Augusto ebbe tre mogli: Claudia, Scribonia e Livia. Purtroppo la sua unica figlia, Giulia, non tenne un comportamento degno e il padre la fece esiliare in un’isola al largo della costa campana. Verso la fine della sua vita, sentendosi ormai vecchio,e non avendo figli maschi, adottò il genero Tiberio, marito della figlia Giulia, per preparargli la strada alla successione sul trono. Nell’agosto del 14 a.C., si imbarcò per accompagnare Tiberio in un viaggio verso l’Illiria. Al ritorno , ebbe dei forti disturbi viscerali che lo costrinsero a fermarsi nelle vicinanze di Napoli. Morì pochi giorni dopo, nella convinzione del popolo romano che fosse morto un dio.
La sua ascesa al potere inizia nel 44 a.C., quando in Illiria, gli giunse la notizia che lo zio e padre adottivo Cesare era stato pugnalato. Come Cesare egli assunse il titolo di “imperator”, che era l’appellativo proprio dei comandanti dell’esercito. Solo con lui tale titolo servirà ad indicare i capi dello Stato romano e gli imperatori veri e propri. Il titolo di “augustus” gli fu conferito dal Senato; fino ad allora il termine era usato solo per le cose sacre o per alcune divinità la cui funzione era quella di creare o di far aumentare. Infatti l’aggettivo “augustus” deriva dal verbo “augere”, che significa aumentare. Per questo motivo, l’appellativo “Augustus” lo faceva divenire una sorta divinità.
Nonostante il suo ruolo, Augusto ha sempre condotto una vita semplice se non frugale. I testi parlano di un’altezza pari a cinque piedi e tre quarti, cioè circa 1 metro e settanta. Aveva lo sguardo molto penetrante ed un’espressione del viso calma; quando si esprimeva lo faceva con un tono di voce tranquillo, anche se un po’ stridulo. I testi ci tramandano che d’inverno era solito coprirsi con quattro tuniche di lana ed una toga pesante, oltre ad una camicia e ad un copri petto sempre di lana. Il suo modo di alimentarsi era molto semplice e quindi inusuale per i Romani del tempo. I suoi biografi ci scrivono che si nutriva di pane comune, formaggio, pesce e frutta e per nessuna ragione faceva un’eccezione a tale dieta, nemmeno in concomitanza dei banchetti che dava nella sua fastosa Domus augustana.
Augusto non fu un uomo felice: sempre modesto, accettava volentieri le critiche ed i consigli. Tuttavia il suo spirito di decisione si piegava con difficoltà e possedeva anche una notevole capacità di ragionamento. Durante i 44 anni del suo regno (dal 30 a..C. al 14 d.C.) adempì ai suoi doveri con la massima scrupolosità occupandosi di vari settori: progettazione di campagne militari, amministrazione della giustizia, faccende burocratiche, comando di legioni, governo e visita di varie province dell’ Impero. Grazie a lui, gli ingranaggi del meccanismo statale cominciarono a funzionare con regolarità e perfezione.
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