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L'espansione dell'impero persiano e l'autonomia delle poleis greche

Sul finire del VI sec a.C., molte poleis greche avevano raggiunto una notevole prosperità; era un periodo di grande sviluppo culturale. Questo benessere finì per essere minacciato dall'impero persiano. Il re Ciro, e il suo successore Cambise, erano riusciti a creare un vastissimo impero; molte poleis greche furono inglobate nell'impero persiano, anche se mantennero la loro autonomia, erano però costrette a versare tributi e a fornire aiuti militare ai persiani. Erano controllate dai satrapi, i governatori persiani.
In alcune zone i Persiani favorirono l'affermazione di tiranni locali fedeli alla Persia.

Questo apparente equilibrio non era destinato a durare: il mondo greco e il mondo persiano si reggevano su concezioni politiche opposte, i persiani avevano un sistema monarchico, i greci invece si basavano sulla libera associazione di persone.

I primi episodi di scontro tra Greci e Persiani si verificarono in Ionia, ossia nella regione dova l'impero persiano aveva l'influenza più forte. Nel 449 a.C. quando in Persia regnava Dario, le città della confederazione ionica si ribellarono si dominatori persiani: la guida della rivolta fu assunta dal tiranno di Mileto, Aristagora. Gli aiuti per i greci furono pochi ma riuscirono a conquistare Sardi, la vecchia capitale del regno di Lidia, sede del governo persiano.
Mentre i greci assaltavano la città, in mare, la flotta dei fenici che era alleata dei persiani, distrusse quella greca e la città fu conquistata. La vendetta di Dario fu terribile: Mileto fu completamente distrutta e gli abitanti furono venduti come schiavi. Dopo questo avvenimento alcune città greche decisero di allearsi tra di loro.

La prima guerra persiana

L'impero persiano assunse un atteggiamento più aggressivo nei confronti delle poleis. Una prima spedizione persiana, guidata da Mardonio, fallì a causa di una tempesta.
Nel 490 a.C fu organizzata una seconda spedizione che aveva come obiettivo Atene: si voleva mettere a capo della città Ippia, figlio di Pisistrato, che si era rifugiato in Persia durante l'esilio.
La flotta persiana sbarcò in Eubea, conquistò Eretria e ne deportò la popolazione in Asia; poi si diresse verso l'Attica e stabilì l'accampamento a nord di Atene, a Maratona. L'assemblea ateniese decise di inviare tutto l'esercito, 10.000 opliti sotto il comando di Milziade. Furono inviati messaggeri anche a Sparta, in quei giorni però si stavano celebrando le feste Carnee in onore di Apollo durante le quali non si potevano prendere le armi.
In aiuto degli ateniesi era giunto un piccolo esercito dalla città di Platea.

Nel 409 a.C. ateniesi e persiani si affrontarono a Maratona; i primi si trovavano sulle alture, i secondi sulla spiaggia. Milziade pervase gli ateniesi ad attaccare subito, nonostante l'inferiorità numerica la falange era molto forte. Milziade decise di rinforzare i lati e lasciare scoperto il centro, fu così che i persiani riuscirono ad avanzare, proprio dove le fila erano più rade. Una volta battuta la cavalleria persiana, la falange ateniese si voltò prendendo di spalle l'esercito persiano che fu sconfitto.

A questo punto la flotta persiana fece vela verso Atene, Milziade però riportò subito l'esercito indietro e in poche ore fu schierato a protezione di Atene. Ai persiani non rimase che tornare in patria.
Alcune fonti parlano di Filippide che percorse 42 km per avvisare gli ateniesi della vittoria a Maratona (è per questo che ai giochi olimpici si pratica la maratona, proprio in ricordo di Filippide che poi morì per lo sforzo).

La vittoria di Atene fu importante: la democrazia, nata solo vent'anni prima, aveva sconfitto l'impero persiano.
Dario organizzò subito una nuova spedizione ma morì (486 a.C.) senza portare a termine il progetto. Il potere passò a suo figlio Serse che organizzò una nuova spedizione, questa volta l'attacco doveva avvenire dal mare e da terra. Lo stesso re volle guidare la spedizione.
Nel frattempo ad Atene si erano create due fazioni: una conservatrice guidata da Aristide che voleva un accordo con la Persia, l'altra guidata da Temistocle che preferiva la guerra e la costruzione di una potente flotta. Fu questa seconda fazione a prevalere.

Temistocle fu un grande uomo politico, fece costruire delle nuove imbarcazioni, le triremi, molto più leggere delle navi precedenti. Erano veloci e facili da manovrare. Grazie al nuovo assetto della flotta Atene sarebbe stata per molto tempo la dominatrice dei mari. A remare sulle triremi erano chiamati i teti, ovvero i cittadini più poveri.

La seconda guerra persiana

Per far fronte alla nuova invasione persiana le poleis greche si allearono: Sparta, Atene e altre 29 città crearono la Lega di Corinto.
Nel 480 a.C. i persiani attraversarono il Bosforo mentre la flotta costeggiava la Grecia: era l'inizio della seconda guerra persiana. I greci decisero di organizzare una linea difensiva a nord di Atene: il re di Sparta, Leonida, occupò il passo delle Termopili con un esercito, era l'unico punto che collegava la Grecia del nord con quella centrale. Le Termopili erano un passaggio molto stretto, in alcuni punti poteva passare soltanto un carro. Leonida aveva a disposizione solo 300 opliti come guardia personale, più alcuni iloti come scudieri e 4000 soldati provenienti dalle città alleate.
I greci organizzarono anche una difesa navale: la flotta si schierò nello stretto di mare davanti alle Termopili, presso il capo Artemisio.

La resistenza degli spartani alle Termopili fu infruttuosa ma decisiva, per due giorni gli attacchi di Serse furono inutili; infine, grazie a delle guide locali, i persiani riuscirono ad oltrepassare le Termopili grazie ad un sentiero lasciato involontariamente indifeso; all'alba i greci videro i persiani scendere dalle alture alle loro spalle, pur sapendo che sarebbero morti, Leonida e i 300 opliti rimasero a combattere. Questa battaglia divenne ben presto un modello di eroismo e di dedizione alla causa della libertà.

La flotta, a causa della sconfitta alle Termopili, fu costretta a ripiegare per andare in difesa di Atene, la popolazione fu evacuata sull'isola di Salamina da dove vide la distruzione della città.
A Salamina Temistocle convinse gli alleati ad attaccare il giorno successivo.

Temistocle attirò i persiani in una trappola: fingendo di fuggire costrinse la flotta persiana a entrare a est nella baia di Salamina, poiché le navi persiane erano pesanti e difficili da manovrare non avevano più via d'uscita, così gli ateniesi la annientarono.

La battaglia di Salamina pose fine all'invasione ma non alla guerra. Serse tornò in Asia lasciando in Grecia il grosso dell'esercito sotto il comando del generale Mardonio.
Nel 479 a.C. l'esercito greco, comandato dallo spartano Pausania, andò incontro ai nemici che erano accampati a Platea. I soldati di Sparta furono molto valorosi: l'esercito persiano fu distrutto e Mardonio ucciso presso capo Micale fu distrutta anche quello che rimaneva della flotta persiana. I greci riconquistarono tutta la costa asiatica dell'Egeo.

Durante le guerre persiane un grave pericolo si era manifestato anche a occidente, erano i cartaginesi, ovvero i fenici che venivano dalla colonia africana di Cartagine e che avevano occupato la parte occidentale della Sicilia; pensando di sfruttare le guerre contro i persiani decisero di conquistare tutta la Sicilia: inviarono un grande esercito guidato da Amilcare. Anche in questo caso i greci erano in inferiorità numerica ma si allearono con due grandi città della Sicilia: Siracusa e Agrigento.
Nel 480 a.C., durane gli stessi giorni della battaglia di Salamina, i greci affrontarono i cartaginesi presso Imera, in Sicilia e ne annientarono l'esercito.

Sparta e Atene dopo le guerre persiane

Dopo la vittoria dei greci sui persiani, i due paesi rimasero in stato di belligeranza per alcuni decenni: i greci erano i padroni del mar Egeo e delle coste dell'Asia Minore, i persiani conservavano il loro impero asiatico.
Sparta, già da tempo, era proiettata verso il controllo di terra e verso la conservazione dei propri equilibri interni; inizialmente Pausania, il vincitore di Platea, voleva continuare la guerra ma fu poi richiamato in patria e messo a morte perché accusato di crimini contro la costituzione.

Ad Atene, la vittoria, consolidò il governo democratico e avviò una politica di tipo imperialistico. Un importante tappa di espansione per la polis fu la creazione, nel 477 a.C., della Lega di Delo; Atene assunse subito il ruolo di città-guida. La lega possedeva un tesoro che venne depositato sull'isola di Delo; il suo governo era assunto da un consiglio che si riuniva una volta all'anno, in esso tutte e città avevano uguale diritto di voto sulle decisioni collettive; l'esecuzione delle decisioni doveva però essere confermata da Atene. Gli alleati dovevano contribuire con contingenti militari o con tributi riscossi direttamente da Atene.

Temistocle si rese conto che il crescente potere politico di Atene la poteva far scontrare con Sparta, per questo motivo fece rafforzare le difese e fece innalzare un tracciato difensivo (le “Lunghe mura”) che collegava la città al porto ( il Pireo), a sua volta fortificato e munito di un arsenale per la costruzione e la manutenzione della flotta.
Nel frattempo si erano create due fazioni: una moderata che voleva a pace con le altre poleis; una radicale interessata ad una politica di espansione. Queste fazioni si ritrovarono più volte a lottare tra di loro.

In una prima fase prevalse la fazione moderata guidata da Aristide: nel 470 a.C. Temistocle venne esiliato; l'uomo più autorevole della città divenne Cimone, nemico di Temistocle. Cimone riprese una politica di collaborazione con Sparta proseguendo la guerra contro i persiani. Nel 468 a.C la Lega di Delo sconfisse i persiani in una duplice battaglia, per terra e per mare.
Pochi anni dopo l'accordo tra Atene e Sparta di ruppe; gli iloti, approfittando di un terremoto, si ribellarono, gli spartani chiesero aiuto agli ateniesi ma, poiché le operazioni militari furono troppo lunghe, gli spartani mandarono via gli alleati visto che non riuscivano a mantenerli. Questo gesto fu vista come un'offesa da Atene. A questo punto, ad Atene, Cimone venne ostracizzato (ovvero fu esiliato).

Atene fra democrazia e imperialismo

Il potere, ad Atene, passò al capo del partito democratico, Efialte e dopo il suo assassinio a Pericle. Pericle fece si che l'assemblea (ecclesia) divenne l'organo politico più importante della città; ridusse i poteri dell'aeropago (il tribunale degli aristocratici). Chi partecipava all'assemblea o al tribunale popolare come giudice aveva diritto a un'indennità (ovvero una retribuzione). Le magistrature venivano sorteggiate tra tutti i cittadini a eccezione di quelle finanziarie e militari che restavano elettive.

I cittadini ateniesi avevano pari diritto di parola all'interno delle assemblee (isegorìa) e godevano tutti di pari diritti giuridici (isonomìa): partecipare alla vita civile era un diritto ma anche un dovere. Per gli oppositori della democrazie questo sistema era il dominio dei peggiori: chi era salito alla ribalta era un demagogo, ovvero un “trascinatore di popoli”.
Nel 451 a.C. fu approvata una legge che limitava la cittadinanza a chi poteva dimostrare di avere entrambi i genitori ateniesi: erano esclusi dai diritti politici sia gli stranieri che i discendenti di matrimoni misti.

Sul piano della politica estera, Pericle orientò Atene verso l'imperialismo. Può sembrare una contraddizione che uno stato democratico decidesse di avviare una politica imperialistica, però, la città doveva sostenere ingenti spese per il mantenimento delle istituzioni popolari e proponeva una politica urbanistica di grandi imprese; per fare ciò serviva del denaro che si ricava dai tributi.
Nel 454 a.C. Pericle riuscì a trasferire il tesoro della Lega di Delo ad Atene, così riuscì ad appropriarsi di una grande quantità di denaro. Atene proibì alle altre città di coniare nuove monete, tutte dovevano adottare la dracma di Atene.
Pericle estese il diritto di partecipare alla vita politica a tutti i cittadini maschi con più di trent'anni e aumentò il compenso per chi ricopriva incarichi pubblichi. I cittadini più ricchi, periodicamente, dovevano contribuire a loro spese a varie attività di pubblico interesse (feste, spettacoli).

La democrazia ateniese riuscì a stabilizzare i rapporti con i persiani e con gli spartani. Dopo la morte di Serse, 465 a.C., l'Egitto si ribellò alla Persia e chiese aiuto ad Atene; l'esercito e la flotta ateniese furono annientati. Fu così che nel 449 a.C. venne stipulata tra le due potenze la pace di Callia. Atene ottenne dalla Persia il riconoscimento dell'autonomia delle città greche sulla costa asiatica; accettò però il dominio dei persiani sull'Egitto e su Cipro.
Contro Sparta, Atene ottenne diverse vittorie, stabilì il suo controllo sulla Beozia e costrinse l'isola di Egina ad entrare nella Lega delio-attica (cioè la Lega di Delo) e a rinunciare alla sua flotta.
Nel 446-445 a.C. Atene e Sparta stipularono una pace trentennale che sanciva le sfere di influenza: Atene controllava il mar Egeo, Sparta il continente.

La pentekontetìa: l'apogeo culturale di Atene

La pentekontetìa è il periodo di cinquant'anni (479 a.C.-431 a.C.) che separa le guerre persiane dalla guerra del Peloponneso. Fu un periodo di eccezionale fioritura culturale e artistica del mondo greco. Centro di cultura fu Atene che divenne “scuola della Grecia”.

La polis democratica di Atene produsse un nuovo tipo di cittadino, cosciente dei diritti e dei doveri legati al proprio status, ma anche capace di parlare in pubblico e sostenere le proprio idee in assemblea. Dell'arte di parlare in pubblico furono maestri i filosofi chiamati sofisti: erano intellettuali che a pagamento insegnavano un sapere di tipo pratico. Alla base dell'insegnamento dei sofisti stava l'interesse per l'uomo, inteso come unico “oggetto” realmente conoscibile da parte dell'uomo stesso. I sofisti ritenevano che l'uomo è misura di tutte le cose. La loro riflessione era concentrata sulla società civile.
Anche Pericle fu un uomo di grande cultura e la sua compagna, Aspasia, aveva radunato intorno a sé un circolo di intellettuali.

In questo periodo si sviluppò la scienza medica grazie a medici come Ippocrate che cercavano di individuare le cause e le ragioni di ogni singolo malanno.
Atene divenne una città all'avanguardia anche in campo in campo artistico; molte ricchezze furono utilizzate per abbellire la città: venne ricostruita l'acropoli e come simbolo di grandezza venne edificato il Partenone, il più grande del mondo greco.

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