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La guerra del Peloponneso e Alessandro Magno


Guerra del Peloponneso


434 a.C.: Atene estende la sua egemonia aumentando i tributi
435 a.C.: Atene prende parte a un conflitto tra Concira (alleata) e Corinto, x sottrarre a Corinto la sua supremazia sul mar Ionio e sulla Sicilia. Inoltre Atene chiede a Potidea e Megara (nemiche) di abbattere un pezzo di mura e di interrompere i commerci con la Lega. Gli spartani (alleati di Megara) chiesero però ad Atene di ritirare il decreto. Atene rifiuta.
431 a.C.: Atene dichiara guerra.
Sparta aveva un esercito terrestre (Spartani chiedono aiuto alle colonie in Sicilia e ai persiani) – Lega di Delo aveva la supremazia sul mare.
429 a.C.: L'esercito di Sparta invase l'Attica, i contadini scapparono e si rifugiarono ad Atene = Sovraffollamento = Pestilenza = Morte di Pericle
423 a.C.: A Pericle succede Cleone che però muore poco dopo ucciso in battaglia a causa della sua inabilità = Pace di Nicia
A Cleone succede Alcibiade, parente di Pericle che propone all'ecclesia di accettare la richiesta di aiuto da Segesta (Sicilia = territorio più ricco) e nel 415 a.C. un'imponente squadra navale lascia le acque del Pireo
Alla vigilia della partenza alcune erme (immagini del dio Ermes) vennero mutilate e si accusò Alcibiade, che fu mandato a prendere da una nave, ma lui preferì allearsi con i nemici piuttosto che tornare in patria.
Siracusa e Sparta riuscirono a bloccare gli ateniesi, che cercarono di fuggire via terra, ma vennero raggiunti e massacrati.
413 a. C.: Vengono giustiziati i politici e sale al potere un gruppo di oligarchici che voleva una pace con Sparta, ma i democratici si ribellano e Alcibiade (tornato in patria) riprende la guerra contro Sparta.
404 a.C.: Atene viene definitivamente sconfitta dalla forza navale di Sparta alleatasi con la Persia.
Condizioni di pace durissime infatti Atene dovette abbattere le mura, rinunciare ai suoi domini sul mare ed obbligata a entrare nella Lega del Peloponneso. Il governo fu affidato a 30 oligarchici spartani.

Inizia l'egomania di Sparta : Nelle città che erano sotto l'egemonia di Atene, Sparta introdusse governi oligarchici, con a capo soldati spartani che le città dovevano sostenere.
Il governo dei 30 tiranni era durissimo e il compito di giudicare i crimini fu dato a un tribunale e tolto all'eliea. Inoltre esercitavano l'attività di EPURAZIONE (eliminare gli oppositori politici), tutti quelli che si opponevano al governo venivano esiliati o condannati a morte. Trasibulo si mette in salvo.
403 a.C.: Trasibulo raccoglie tutti gli altri fuggitivi e organizza un piccolo esercito, l'esercito spartano era molto più forte ma Trasibulo aveva trovato un posto strategico in cima a una collina. Trasibulo vince e a Atene torna la democrazia, inoltre disse di non cercare vendetta, anche se in realtà ci furono alcune vittime tra cui Socrate.
Sparta nel frattempo era alleata con Ciro (uno dei due successori al trono di Persia) che stava combattendo contro il fratello Artaserse per il trono. Artaserse vince e stipula obbligatoriamente la pace di Antalcida che diceva che le poleis dovevano essere indipendenti.
371 a.C.: Atene dà vita a una nuova lega navale e Sparta vuole estendere la sua egemonia. L'unica che contestò questo dibattito fu Tebe che non aderì alla lega navale e riuscì a liberarsi di Sparta. Ci fu la battaglia di Leuttra tra Sparta e Tebe che vinse con una nuova tattica di combattimento. Sparta fu sconfitta.
362 a.C. fine dell'egemonia di Tebe a causa della morte del generale Epaminonda che morì nella battaglia di Mantinea contro Atene, Sparta e altre poleis. Vinsero i tebani che però rimasero senza una guida. Ormai il regno di Macedonia era alle porte.

Filippo II


La Macedonia è una regione montuosa a nord della Grecia, che è abitata da contadini e pastori che venivano chiamati macedoni cioè, coloro che vivono in montagna. Il paese era governato da un re.
3 anni dopo la battaglia di Mantinea salì al trono della Macedonia re Filippo II, che rafforzò subito l'esercito introducendo la falange macedone (lancia), affiancandola con fanti e cavalieri.
Filippo II dopo aver risolti altri problemi interni si presentò alla Grecia come difensore delle tradizioni elleniche. Molti erano d'accordo (i filo-macedoni) ma un gruppo di democratici si oppose all'alleanza con Filippo. A loro capo c'era Demostene che vide questo fatto come la sottomissione di Atene e la fine della libertà e della democrazia delle poleis.
338 a.C.: Demostene con i suoi scritti convinse la maggior parte dei cittadini a continuare la lotta contro i macedoni, ma nella battaglia di Cheronea, Tebe e Atene furono sconfitte e questo portò fine all'epoca delle poleis e della loro libertà.
Filippo non trattò duramente le poleis sconfitte, tranne Tebe che era stata sua alleata ma che poi l'aveva tradito andando con il nemico.
Filippo fonda una Lega con sede Corinto (in cui giurava di rispettare la loro autonomia) a cui obbligò a partecipare tutte le poleis.
336 a.C.: Filippo decise di ricominciare le guerre contro la Persia ma venne ucciso da uno dei suoi generali. A lui successe il figlio Alessandro.
Alessandro Magno
Di Alessandro abbiamo pochissime testimonianze dirette (cioè della stessa epoca). Alcune di queste sono: Le monete con il suo volto, delle iscrizioni, alcuni accenni di Demostene, dei ritratti e delle statue. Plutarco, Diodoro, Curzio Rufo invece scrivono su Alessandro ma un secolo dopo.
Quando salì al trono Alessandro aveva solo 20 anni. I suoi modelli di eroe erano Achille, Eracle e Ciro (re che ha fondato la potenza persiana. Da piccolo è stato istruito da Aristotele, un grandissimo filosofo greco.
335 a.C.: Dopo la morte di Filippo i tebani e gli ateniesi si ribellarono ma, Alessandro li sconfisse, fece radere al suolo la città di Tebe e vendette come schiavi tutti gli abitanti. Tutti gli altri ribelli si sottomisero subito.
334 a.C.: Alessandro attraversa lo stretto dei Dardanelli con un piccolo esercito (anche con persone colte) e a Granico di imbatte in un esercito persiano che però viene subito sconfitto
333 a.C.: Alessandro si deve scontrare di nuovo con i persiani nella battaglia di Isso. Durante la battaglia Alessandro stava per uccidere re Dario III (persiani) ma lo mancò. Il re scappò ma Alessandro catturò tutta la sua famiglia.
Alessandro si dirige verso l'Egitto e qui viene accolto come liberatore dei persiani. Qui fonda la città di Alessandria e prima di ripartire consulta l'oracolo del deserto dove venne proclamato “figlio di dio”.
Intanto Dario aveva un nuovo esercito e va incontro ad Alessandro. Prima di iniziare la battaglia gli propone un accordo: ad Alessandro sarebbero toccati i territori d'occidente e a lui quelli d'oriente. Alessandro non accetta.
331 a.C.: Battaglia di Gaugamela e i persiani vennero sconfitti. Dario fu ucciso da un satrapo (nome dato ai governatori delle provincie) e Alessandro occupò le capitali del regno di Persia adottandone gli usi e i costumi. Il sogni di Alessandro era quello di realizzare una monarchia universale (Persiani e Greci insieme), per questo che lui stesso sposò Rossane la figlia di un satrapo. Alessandro però utilizzò soprattutto la Proskynesis cioè ci si doveva inginocchiare davanti al sovrano.
Alessandro si fece molti nemici in Grecia, perché erano contrari alla proskynesis e anche perché Alessandro stava iniziando ad assumere le caratteristiche di un sovrano assoluto. Il re però non diede peso alle proteste e mise a morte i suoi oppositori.
L'obbiettivo di Alessandro era quello di arrivare verso oriente. Si spinse infatti fino alle rive del fiume Indo dove nel 326 a.C. ci fu la battaglia d'Idaspe contro Poro, re indiano. Alessandro voleva spingersi oltre ma i suoi soldati erano esausti e quindi tornarono indietro
Alessandro non rinunciò a fondere persiani e greci, per questo sposò la figlia di Dario, Statira e fece una cerimonia dove fece molti dei suoi soldati con donne persiane.
323 a.C.: Alessandro muore a causa di una malattia o si dice sia stato avvelenato.
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