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Atene: Ostracismo
Atene, secondo la tradizione, nasce dall’aggregazione di villaggi governati da famiglie diverse e viene originariamente retta da un re. La carica regale viene però progressivamente limitata: nel VII secolo Atene è una città aristocratica governata da tre magistrati: l’arconte basileus con ruolo sacrale, l’arconte polemarco a capo degli esercito e l’arconte eponimo che dà il nome all’anno, affiancati da sei tesmoteti (legislatori).
Le leggi emanate da Dragone vietano la vendetta personale e introducono la civiltà del diritto.
Inoltre, secondo la tradizione, Clistene ha introdotto anche un altro importantissimo istituto del sistema democratico ateniese: l’ostracismo. Derivando dal greco ostrakon che significa coccio, esso consisteva nella possibilità di mandare in esilio chi era ritenuto pericoloso per la democrazia, scrivendo il suo nome su un pezzetto di coccio. L’ostracismo viene votato in un’assemblea che, data l’eccezionalità della materia, sarebbe stata valida solo se vi avessero partecipavano almeno 6.000 cittadini.

Inevitabilmente però l’ostracismo viene ben presto utilizzato per scopi meno nobili di quelli per cui è stato introdotto e diventa una delle armi più sfruttate nelle lotte tra le fazioni politiche.


[img]http://http://web.tiscali.it/alphaomega/media/mm0_pnice.jpg[/img] Pnice il luogo dove si tenevano le riunioni tra le diverse fazioni politiche.

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