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La fondazione di Roma

Gli storici antichi diedero varie date per la fondazione di Roma, ma alla fine si impose quella stabilita dal grande erudito del I secolo a.C. Marco Terenzio Varrone: il 21 aprile del 753 a. C., ancora oggi festeggiato nella capitale come «Natale di Roma». Fino a non molto tempo fa la data era ritenuta solo una leggenda e si pensava che Roma risalisse al VI secolo a.C.; ma il recente ritrovamento di un muro databile al 730-720 a.C. (il cosiddetto «muro di Romolo») ha mostrato come i dati degli storiografi romani siano sostanzialmente corretti. La cerimonia di fondazione si svolse attraverso un rito simbolico e attento ai minimi dettagli del rituale religioso. Si racconta che Romolo legò un aratro ad un bue e una vacca e iniziò a tracciare lentamente un solco, poi Romolo gettò un po’ di terra verso l’interno, per augurare che in futuro la città si sarebbe ingrandita rapidamente. Romolo pose il bue verso l’esterno della città e la vacca verso l’interno, anche stavolta simbolicamente: i maschi avrebbero difeso e protetto la città dai nemici interni, le femmine avrebbero pensato a crescere i figli e badare alle case. Quella fondata da Romolo era una piccola città, la cosiddetta “Roma quadrata”, che includeva gli attuali Foro, Palatino e Circo Massimo. Questa linea era la striscia di terra che correva lungo il lato interno delle mura. Questo limite sarebbe sempre rimasto per i Romani un confine non solo fisico, ma anche sacro: all'interno di questa linea era assolutamente vietato seppellire morti o condurre eserciti armati.

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