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Concetti Chiave

  • Augusto temeva che i prefetti d'Egitto volessero spodestarlo, portando a situazioni estreme come il loro suicidio.
  • I senatori non potevano assumere la carica di praefectus Aegypti e dovevano chiedere permessi speciali per recarsi in Egitto.
  • L'Egitto rappresentava una provincia ricchissima, il cui tesoro contribuì significativamente alle enormi opere pubbliche di Augusto.
  • I prefetti equestre, come il praefectus annonae e il praefectus vigilum, avevano ruoli cruciali nella gestione di Roma e della sua sicurezza.
  • La scelta di Augusto di affidare incarichi importanti a cavalieri era legata alla loro formazione economica e capacità di gestione.

I prefetti d'Egitto e Augusto

I primi prefetti d’Egitto furono costretti a suicidarsi, perché Augusto sospettava che volessero spodestarlo e prendere il suo posto, in virtù delle onorificenze che ricevevano in Egitto, tali da esaltarli come fossero ancora dei faraoni (mai e poi mai Augusto avrebbe voluto che un senatore, il quale già di per sé aveva una tradizione gentilizia e il culto dei propri antenati, mettesse piede in Egitto: non solo i senatori non assunsero mai la carica di praefectus Aegypti, ma dovevano addirittura fare richiesta speciale all’imperatore per andare in Egitto, per transitare in quella provincia o anche soltanto per recarvisi in vacanza; l’Egitto era una provincia ricchissima e molte delle enormi evergesie compiute da Augusto durante il suo lunghissimo regno, dal 43 al 14 d.C.

Ruoli equestre nell'impero romano

, furono compiute grazie all’immenso tesoro egiziano, che andò nelle casse personali del principe come bottino di guerra dopo la morte di Antonio); fu di rango equestre anche il praefectus annonae, quello cioè che si occupava (ormai al posto degli antichi aediles) dell’annona di Roma, cioè delle frumentationes e il praefectus vigilum, cioè il prefetto delle squadre di vigiles (corpo di addetti allo spegnimento degli incendi [Roma era una città di legno, perché di marmo erano soltanto i quartieri centrali, di rappresentanza], che fu preposto alle varie regiones in cui Augusto divise la città di Roma, anche per autorità), che sovrintendevano anche alla vigilanza notturna, perché ormai Roma era una città molto affamata e soprattutto di notte c’era bisogno di più controlli; infine, sempre equestre era il praefectus classis (della flotta), che poteva assumere il comando di una delle due flotte imperiali di Miseno e di Classe (Ravenna): Augusto scelse di affidare a cavalieri questo compito per via della formazione economica che i membri del ceto equestre avevano.

Domande da interrogazione

  1. Perché Augusto temeva i prefetti d'Egitto?
  2. Augusto sospettava che i prefetti d'Egitto volessero spodestarlo, poiché ricevevano onorificenze che li esaltavano come faraoni, e per questo motivo furono costretti a suicidarsi (testo).

  3. Quali erano le restrizioni per i senatori riguardo all'Egitto?
  4. I senatori non potevano assumere la carica di praefectus Aegypti e dovevano richiedere un permesso speciale all'imperatore per recarsi in Egitto, anche solo per motivi di vacanza (testo).

  5. Quali ruoli equestre erano presenti nell'impero romano sotto Augusto?
  6. Sotto Augusto, i ruoli equestre includevano il praefectus annonae, il praefectus vigilum e il praefectus classis, tutti con compiti cruciali per la gestione della città di Roma e delle sue risorse (testo).

Domande e risposte

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