Caio Giulio Cesare

La scelta politica di Pompeo coincise con un altro evento: l’apparizione sulla scena romana di Caio Giulio Cesare, che aveva amministrato la provincia della Spagna in qualità di pretore nel 61 a.C.
Cesare aveva ottenuto grande visibilità in quanto aveva favorito il popolo risollevando il partito di Caio Mario. Appoggiò i Populares perché voleva arrivare in alto ed eliminare l’oligarchia. Quando tornò dalla Spagna rifiutò il trionfo perché non era quello a cui era interessato, infatti presentò la sua candidatura al consolato. Trovando l’opposizione del senato, cercò di assicurarsi l’appoggio di Pompeo e Crasso, il primo perché era l’uomo più in vista della politica, il secondo era l’uomo più ricco di Roma, garantendo a Pompeo la ratifica di tutto quello che aveva chiesto in precedenza al Senato e a Crasso disposizioni favorevoli agli Equites. In questo modo formarono un accordo passato alla storia come primo triumvirato, che mira al predominio dello stato nel 60 a.C. senza scardinare la forma repubblicana, mettendo sullo stesso piano i Populares, l’esercito e la borghesia.

Il primo effetto fu l’elezione nel 59 a.C. a console presentando il programma ai comizi, facendo approvare una legge agraria a democrazia che fece trovare sistemazione alle terre che Pompeo aveva vinto, ridusse di 1/3 il canone di appalto delle imprese asiatiche in modo da favorire Crasso.
Prima che terminasse il suo consolato, Cesare trovò il modo per mantenere il suo potere. Sapeva che se voleva gareggiare con Pompeo doveva mettersi in mostra con il suo esercito e violando il principio dell’annualità e degli incarichi della proconsolarità si fece assegnare per cinque anni il governo della Gallia Cisalpina e dell’Illiria e in seguito anche il comando della Gallia Narbonense, tutti territori abbastanza vicini a Roma in modo da tenere sotto controllo la città e di intervenire rapidamente con il suo esercito. Ma prima volle essere sicuro della sua posizione a Roma facendo allontanare i suoi due nemici: Cicerone e Catone, capi del partito senatorio entrambi in grado di esercitare un’influenza su Pompeo.
Il campo d’azione che Cesare ha scelto è la Gallia. Arrivato lì gli Edui vennero attaccati dagli Elvezi e chiesero aiuto a Roma. Cesare ebbe così il pretesto di intervenire e sconfiggere gli Elvezi. Successivamente sconfisse gli Svevi e li scacciò dalla Gallia. Decise poi di attuare un’azione di conquista che, nel giro di due anni, permise a Cesare di ampliare la sua fortuna politica conquistando una regione importantissima (Francia, Belgio e Svizzera) che subì la romanizzazzione. Non contento del successo acquisito, Cesare compì altre due campagne, affrontando i germani oltre il Reno che precedette una campagna oltre la Manica che pose le basi per quella che lui aveva intenzione di far diventare una nuova conquista in Britannia.
Nel 53 a.C, quando la sua fama era grandissima, i Galli si ribellarono e si unirono sotto il comando di Vercingetorige, giovane e valoroso re degli Arverni. Iniziò con il massacro dei romani e italici che si estese in tutto il territorio della Loira. Lo scontro fu terribile e impegnò a lungo i migliori soldati. Cesare pose l’assedio a Clermont Ferrand e una battaglia epica nei dintorni di Parigi (Lutetia Parisiorum). Lo scontro decisivo avvenne ad Alesia, capitale di Vercingetorige che venne sconfitto valorosamente da Cesare. Ancora una volta si vide costretto a non ricevere il trionfo poiché a Roma era scoppiata una crisi politica che imponeva a Cesare di intervenire.

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