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L'egemonia di Atene e l'età di Pericle


Dopo le guerre persiane, la vita politica della Grecia si organizzava intorno a due poli: Sparta e Atene. Il governo di Sparta era di tipo oligarchico, quello di Atene di tipo democratico.
Atene poteva contare su una grande flotta sia mercantile che militare e nel 477 a.C. creò un' alleanza con molte città dell'Egeo: la Lega di Delo che aveva lo scopo di continuare la guerra contro i Persiani. All'interno della Lega, tutte le città avevano la stessa importanza anche se il Consiglio della Lega era presieduto da Atene. La Lega di Delo possedeva anche un tesoro, custudito nel tempio di Apollo, a Delo. Col tempo, soprattutto con Pericle, Atene diventò la città della Grecia più ricca e potente.
Invece, Sparta aveva un'economia agricola e gli Spartani erano poco disposti ad aprirsi verso l'esterno. Anche Sparta creò una lega, la Lega del Peloponneso, con uno scopo militare.

1) Il governo di Temistocle
All'interno di Atene, esistevano due partiti

1) anti Sparta (commercianti, artigiani e teti – cioè la classe sociale più povera). Questo partito vuole rafforzare il dominio sul mare.
2) a favore di Sparta (o filospartano), favorevole a riprendere la guerra contro i Persiani e quindi a conservare l'amicizia con Sparta.
Del partito antispartano faceva parte Temistocle mentre del partito filospartano facevano parte aristide e Cimone.
Inizialmente, il governo passò in mano a Temistocle, appoggiato dagli aristocratici. Temistocle aumentò la potenza marittima di Atene e ceròa di indebolire Sparta, favorendo la rivolta di alcune città della lega del Peloponneso. Fece anche costruire una grande fortificazione, le Lunghe Mura, che collegavano Atene ai suoi due porti: Il Pireo e Falerno.

2) Il governo di Cimone
Dopo 10 anni, appoggiati dagli aristocratici salgono al potere Aristide e Cimone. Nel 471 a. C., Temistocle venne allora cacciato dalla città (=ostracizzato) e fu costretto ad andare in esilio.
Nel 468 a. C., muore Aristide e Cimone resta il solo dominatore della vita politica ateniese. Durante il suo governo, Atene arriva a controllare Bisanzio e a sconfiggere sul mare i Persiani.
Nel 464 a.C., Cimone comincia a perdere credito. Infatti quando Atene subisce una sconfitta da parte dei Traci, Cimone è accusato di essersi fatto corrompere dai nemici. Inoltre Cimone manda un esercito ateniese in aiuto a Sparta per domare una rivolta degli Iloti (= abitanti di sparta ridotti ad uno stato di schiavitù), ma Sparta rimanda indietro i soldati dicendo che non ha bisogno degli aiuti ateniesi.
Nel 462 a.C., Cimone viene anch'esso esiliato e nella vita politica ateniese subentra Pericle, appoggiato dai democratici.

3) Pericle
Pericle restò a capo del governo ateniese dal 460 a.C. fino alla sua morte, avvenuta nel 430 a.C. e per 30 anni diresse la politica ateniese. Era un uomo colto, un grande oratore, molto sincero e soprattutto democratico. Le sue scelte politiche erano orientate in due direzioni:

1) garantire sempre la democrazia e fare in modo che il popolo potesse partecipare al governo della città, senza nessun impedimento, anche se egli proveniva da una famiglia di origine nobile
2) indebolire Sparta e continuare la guerra contro i Persiani.

Politica interna di Pericle


Il suo scopo era quello di allargare la democrazia e per questo prese i seguenti provvedimenti:
a) tolse i poteri all'all'areópago (= gruppo di aristocratici inizialmente controllava tutta la vita pubblica) che d'ora in poi dovrà solo giudicare i reati di sangue
b) aumentò il potere della bulé (= Consiglio dei Cinquecento) e dell'ecclesia (assemblea di tutti i cittadini che aveva il potere legislativo)
c) previde un'indennità giornaliera per coloro che occupavano un incarico pubblico. In questo modo anche i meno ricchi potevano partecipare alla vita politica e tralasciare i loro affari privati
Inoltre molti incarichi politici furono assegnati per sorteggio per evitare, così, le raccomandazioni e la corruzione.
Anche la politica sociale di Pericle è importante. Infatti, stabilì
a) l'istruzione gratuita per gli orfani
b) una pensione per i mutilati di guerra e gli invalidi
c) l'ingresso gratuito a teatro per i poveri
d) una paga e un vitto regolare per i soldati e per i marinai
Pericle si occupò anche di rinnovare Atene. Infatti,
a) portò a termine la costruzione delle Lunghe Mura, iniziata da Temistocle
b) fece ricostruire l' Acrópoli, che era andata in rovina con le guerre persiane, affidando questo compito a Fidia, uno dei più grandi artisti dell'epoca.
Con questi interventi Pericle perseguì due risultati:
1) assicurare il lavoro alle classi sociali più povere
2) rendere Atene più bella e grandiosa
Tuttavia, la politica interna di Pericle ebbe dei costi molto alti perché
a) i cittadini con incarichi politici avevano diritto ad un compenso
b) gli operai che lavorano all'abbellimento di Atene avevano diritto ad una paga
c) il materiale necessario per le costruzioni erano molto costosi
d) per assistere i poveri e gli orfani c'era bisogno di denaro
Da dove derivavano le somme di denaro per sostenere tutte queste spese?
- dall'economia ateniese, molto fiorente
- dai versamenti delle città facenti parte della Lega di Delo (Tesoro di Delo)
- dalle tasse che dovevano versare ad Atene le città della Lega
- dal fatto che la moneta di Atene (= dracma ateniese) era imposta alle città della Lega

La politica estera di Pericle


La politica estera di Pericle era antispartana e antipersiana e condotta con finalità imperialistiche con lo scopo di racimolare fondi per investire nell’abbellimento di Atene.
460 a.C. - Pericle inviò in Egitto una spedizione militare per sostenere una rivolta contro l'occupazione persiana. Inoltre, mandò un sostegno militare alla città di Argo, nemica di Sparta.
La spedizione d'Egitto fallì e nel 449 a.C., Pericle si decise a concludere con la Persia la pace di Callia.
Conclusa la pace di Callia, per favorire ancora di più la prosperità economica di Atene, Pericle cominciò a fondare nuove colonie, anche in Italia. All’ inizio, la politica espansionista di Pericle non preoccupò molto Sparta ed i suoi alleati perché le due città rivali si erano divise i campo d’intervento: Atene dominava il mare, mentre Sparta dominava nel Peloponneso e con le altre città della regione aveva formato la lega del Peloponneso Successivamente, poiché il comportamento degli Ateniesi diventava sempre più aggressivo. Gli scontri locali si moltiplicarono e ciò rese inevitabile la guerra. La scintilla della guerra fu un decreto di Pericle che impediva alle navi di Megara, allegata di Sparta di accedere ai porti delle città che facevano parte della lega di Delo.Gli abitanti di Megara chiesero aiuto a Sparta e così, nel 431 inizia la guerra. La guerra non era due città schierate con i propri alleati, bensì due modelli politici diversi: da un lato il modello delle libere poleis, che Sparta intendeva difendere e l’altro il modello imperialistico, sostenuto da Atene. L’anno dopo, nel 430, una violenta pestilenza scoppiò ad Atene e fra le vittime ci fu anche Pericle. La guerra terminò 9 anni ; nel 421, con la pace di Nicia, praticamente la situazione restava invariata: essa lasciava ad Atene i suoi possedimenti sul mare e a Sparta l’egemonia sul Peleponneso.
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