Concetti Chiave
- I congiurati, dopo l'assassinio di Cesare, si rifugiarono sul Campidoglio ma capirono rapidamente che i loro piani per ripristinare la Repubblica erano irrealizzabili.
- Le trattative tra congiurati, Marco Antonio e Lepido portarono a decisioni pacificatrici del Senato, che inclusero l'amnistia per i cesaricidi e la validità degli atti di Cesare.
- Il testamento di Cesare, letto il 18 marzo, rivelò che Marco Antonio non era nominato come successore, spingendolo a organizzare funerali pubblici per accrescere la sua influenza.
- Durante i funerali, l'orazione di Antonio infiammò gli animi del popolo, portando a un attacco contro i congiurati come Bruto e Cassio.
- La fuga dei congiurati da Roma, incluso Cicerone, evidenziò la crescente tensione e instabilità politica dopo la morte di Cesare.
La reazione dei congiurati
Dopo il delitto di Cesare, il 15 Marzo 44 a.C. i congiurati si asserragliarono sul colle del Campidoglio, perché era in una posizione più difendibile. Ma già il 16 marzo compresero che erano illusori i loro piani di ristabilire il pieno funzionamento delle istituzioni repubblicane e di annullare gli atti politici di Cesare. Scesi nel Foro si resero conto che i soldati di Cesare volevano vendicarne la morte.
Trattative e decisioni del senato
Per questo, ritornati sul Campidoglio, iniziarono trattative con Marco Antonio e con Lepido. Il primo, carico di debiti, dedito al gioco e a varie dissolutezze, era popolare tra i soldati. Il secondo disponeva di una legione alle porte di Roma, che lo attendeva per partire con lui alle volte della Gallia Narbonense e della Spagna Citeriore, le province che gli erano state assegnate da governare. Trovato un accordo tra cesariani e repubblicani, il Senato nella seduta del 17 marzo prese all'unanimità due decisioni pacificatrici: si concesse completa amnistia ai cesaricidi e si confermò la validità degli atti con cui Cesare aveva predisposto il governo di Roma e delle province per il 44-41 a.C, con le quali fra l’altro si assegnavano importanti incarichi ad alcuni congiurati.
Quali sono le conseguenze del testamento di Cesare?
Un fatto imprevisto si verificò il 18 marzo quando alla lettura del testamento di Cesare in casa di antonio, quando si scoprì che il padrone di casa non era affatto indicato come successore di Cesare, né menzionato fra gli eredi del patrimonio. Antonio dunque volendo evitare che il ruolo gli fosse conteso dal giovane Ottavio, impose che le esequie di Cesare avvenissero pubblicamente. Il 20 marzo durante i funerali tenne un’orazione declamatoria con gesti teatrali, che accese gli animi dei popolani spingendoli inferociti verso le case di Bruto e Cassio, che si allontanarono da Roma, come d’altronde tutti i congiurati, uno alla volta, Cicerone compreso.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la reazione iniziale dei congiurati dopo l'assassinio di Cesare?
- Quali decisioni prese il Senato dopo l'assassinio di Cesare?
- Quali eventi seguirono la lettura del testamento di Cesare?
Dopo l'assassinio di Cesare, i congiurati si rifugiarono sul Campidoglio, ma già il giorno successivo si resero conto che i loro piani di ristabilire le istituzioni repubblicane erano illusori, poiché i soldati di Cesare cercavano vendetta (La reazione dei congiurati).
Il Senato, nella seduta del 17 marzo, decise di concedere amnistia ai cesaricidi e di confermare la validità degli atti di Cesare riguardanti il governo di Roma e delle province per il periodo 44-41 a.C. (Trattative e decisioni del senato).
Dopo la lettura del testamento, in cui Marco Antonio non era menzionato come successore, egli organizzò funerali pubblici per Cesare, il che scatenò l'ira del popolo contro i congiurati, costringendoli a fuggire da Roma (Il testamento di Cesare e le sue conseguenze).