Video appunto: Cultura e biblioteca di Alessandria d'Egitto
La cultura ellenistica è così definita per la diffusione e l’adozione della cultura greca da parte dei regni che si formarono. Il greco divenne la lingua “ufficiale”, una vera e propria “koinè”. Il greco era parlato dai membri dell’esercito, dai quadri, dall’amministrazione e dei sovrani.
Uno degli aspetti più evidenti dell’adozione alla cultura greca era la frequenza al ginnasio, un’istituzione nata ad Atene e poi diffusasi nei regni ellenistici, dove i giovani facoltosi di origine greco-macedone imparavano diverse discipline come algebra, geometria, fisica, biologia, geografia, astronomia, filosofia, musica e facevano esercizio fisico. La cultura ellenistica portò anche ad un cambiamento degli atteggiamenti individuali, infatti la religione olimpica tipica della cultura greca perse sempre maggior potere, anche per l’indebolimento delle divinità protettrici di ogni polis e gli ex cittadini (che ora erano sudditi) cercarono conforto in divinità più vicine all’individuo e venne favorito il sincretismo religioso, ovvero la fusione di più culti differenti.

Allo stesso modo si sviluppò un fenomeno di “cosmopolitismo”; ovvero non era più così marcata l’appartenenza ad una città, in quanto ormai non vi erano più diritti politici, ma gli abitanti si identificavano con l’intero regno. La principale innovazione dell’ellenismo fu la diffusione della cultura, non solo come studio teorico, ma anche pratico, infatti vi erano istituzioni, la più importante delle quali fu il museo (letteralmente “la casa delle muse”, divinità protettrici delle arti) di Alessandri d’Egitto, dove gli studiosi avevano a disposizione anche giardini biologici e osservatori astronomici, così da poter verificare anche sperimentalmente le loro teorie.