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La biblioteca di Alessandria

La parola museo deriva dal greco e vuol dire Tempio delle Muse, le divinità che presiedevano alle diverse espressioni artistiche: fondato dai primi sovrani ellenistici dell'Egitto, il museo di Alessandria era una vera e propria comunità culturale e scientifica. All'interno degli edifici del museo si trovava la biblioteca, che conteneva moltissimi volumi (tra i 200.000 e i 490.000). Tra i tesori della biblioteca vi erano i testi delle tragedie ateniesi che venivano rappresentate dalle feste Dionisie, poiché Tolomeo aveva chiesto il prestito dei testi ufficiali ateniesi. Ad Alessandria nacque poi la filologia, ossia lo studio approfondito di testi e il tentativo di depurare l'opera letteraria. I letterati alessandrini si occupavano della diffusione dei testi omerici, commentando e correggendo gli scritti. A loro si devono molti accorgimenti che svilupparono la scrittura tra cui Aristofane e Bisanzio che introdusse la punteggiatura e l'uso degli accenti che aiutavano la comprensione del senso. Una traduzione diffusa vorrebbe che la biblioteca venisse distrutta da un incendio nel 47 a.C.

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