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Cristianesimo e Impero romano: rapporto

Fra il mondo romano ed il Cristianesimo è esistito un forte conflitto. Il Cristianesimo predicava la caducità del mondo, con la sua esteriorità, il suo sfarzo e la sua magnificenza ed annunciava l’arrivo di un regno in cui i primi sarebbero stati gli ultimi ed i poveri, gli oppressi, gli umili avrebbero ottenuto un degno riconoscimento, mentre i superbi, i ricchi, i potenti sarebbero stati schiacciati. Per questo motivo, di fronte all’ Impero Romano, i Cristiani erano considerati dei sovversivi, molto pericolosi che bisognava combattere e sterminare. Non solo erano accusati di empietà e di ateismo perché adoravano un Dio diverso ed invisibile al posto degli idoli pagani, ma anche di mancanza di rispetto e di sottomissione all’ Imperatore che essi si rifiutavano di venerare come fosse un Dio. Era quindi logico che gli Imperatori si dedicassero con particolare cura alla persecuzione dei Cristiani e non solo quelli più, pazzi come Nerone, ma anche i più saggi come Traiano, Marco Aurelio e Diocleziano perché nei cristiani vedevano un pericolo per l’Impero e per la stessa società romana. Tuttavia, è proprio durante le persecuzioni che il Cristianesimo si rafforzò e si estese sempre di più.
Nel II e III secolo, un notevole apporto fu dato dalla nascita di una letteratura e di una filosofia cristiana. In ambito letterario si ebbero gli apologisti che si dedicarono esclusivamente alla difesa del Cristianesimo contro i detrattori ed i persecutori, dimostrando l’illogicità e l’iniquità delle esecuzioni. Numerosi furono gli apologisti provenienti dall’ Africa: Lattanzio, Cipriano, Tertulliano, S. Agostino. La filosofia cristiana si sviluppo intorno ad Alessandria d’Egitto, in cui confluivano pensieri diversi. Il pensiero filosofico dette origine ad eresie e, a più riprese, venne ripudiato dalla Chiesa. Un apporto alla diffusione della nuova cultura fu dato anche dalle catacombe, cioè dai cimiteri sotterranei che i Cristiani scavano nei dintorni di Roma per deporvi i corpi dei defunti. È qui che nacque la nuova arte cristiana, caratterizzata da un grande uso di simboli: la palma (= il martirio), l’ancora (= la speranza), il pesce (= Gesù Cristo).
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