Concetti Chiave
- La civiltà della valle dell'Indo, fiorita tra il 2600 e il 1900 a.C., si estendeva lungo il fiume Indo, coprendo vaste aree del subcontinente indiano.
- Le città erano organizzate in due zone, "cittadella" e "città bassa", con un'infrastruttura avanzata, inclusi sistemi di approvvigionamento idrico e scarico delle acque.
- L'economia si basava su agricoltura e commercio, con una rete commerciale che si estendeva fino alla Mesopotamia e alla Persia, senza un potere centrale.
- La cultura includeva una scrittura ideografica ancora indecifrata e una ricca produzione artistica, con sigilli e figurine in terracotta che riflettevano credenze religiose.
- Diverse ipotesi tentano di spiegare la fine della civiltà, tra cui invasioni e cambiamenti climatici che portarono alla migrazione della popolazione.
Qual è la civiltà della valle dell'Indo?
La civiltà della valle dell'Indo (3300–1300 a.C. e fiorita tra il 2600 e il 1900 a.C.) era diffusa soprattutto lungo il fiume Indo, nel subcontinente indiano e si spinse verso ovest fino alla frontiera con l'Iran, a est fino a Delhi, a sud fino allo Stato del Maharashtra e a nord fino all'Himalaya.
È una delle più antiche civiltà del mondo, insieme a quella Mesopotamica e quella Egizia, sviluppatesi contemporaneamente in ambiti geografici lontani e caratterizzate dallo sviluppo dell'agricoltura, dalla presenza di città e dall'utilizzo della scrittura, nella quale sono stati ritrovati fino a questo momento i siti di Mohenjo-Daro, Lothal e Harappa.
Le radici della civiltà della valle dell'Indo risalgono all'inizio della pratica dell'agricoltura e dell'allevamento nelle locali culture neolitiche: i primi contadini coltivavano il grano ed addomesticavano ed allevavano una grande varietà di animali.
Sviluppo e organizzazione urbana
Intorno al 2600 a.C. alcuni villaggi della civiltà antica Harappa si svilupparono in città, che ospitavano migliaia di abitanti (tra i quali erano maggiormente presenti agricoltori, artigiani e commercianti), che, secondo la loro attività, vivevano insieme in zone ben definite. Le pianure alluvionali, irrigate dallo scioglimento delle nevi nelle montagne e da stagionali piogge monsoniche, consentirono lo sviluppo di una prospera agricoltura, favorita anche da importanti innovazioni tecnologiche, per esempio l'uso dell'aratro, integrata da pesca, caccia e dalle risorse delle foreste.
Le città erano suddivise in due zone: una prima zona con una piattaforma sopraelevata, definita "cittadella", e una seconda zona non sopraelevata, chiamata "città bassa"; questa suddivisione era comune anche alle città greche più arcaiche. La rete stradale consisteva in un reticolo di strade operanti in senso nord-sud ed est-ovest. Gli edifici erano costruiti in mattoni cotti: le case avevano due piani e disponevano di pozzi per il raccoglimento dell'acqua, ma esisteva inoltre, nelle città maggiori, una rete per lo scarico delle acque, con condotti coperti che correvano lungo le vie principali a cui si collegavano le stanze da bagno, probabilmente utilizzate per i bagni rituali che sono caratteristici della religione induista; esistevano anche strutture pubbliche poste all'interno della “cittadella” sopraelevata, per esempio i granai per la conservazione delle riserve agricole, una sala per le assemblee.
Economia e commercio
Non esisteva un potere centrale e mancavano anche eserciti e opere difensive. L'economia dipendeva anche dal commercio, facilitato da notevoli avanzamenti tecnologici nei trasporti: il carro trainato da buoi e il battello fluviale, con fondo piatto; la rete commerciale includeva una zona molto vasta, che andava dall'odierno Afghanistan, al nord e al centro dell'India, fino alle regioni costiere dalla Persia alla Mesopotamia. I beni esportati includevano perline ed ornamenti, pesi, giare, cotone, legname, grano e bestiame. Un sistema decimale di pesi e di misure era utilizzato in tutta l'area e testimonia un'organizzazione e un controllo dei commerci.
Cultura e religione
Una forma di organizzazione economica sembra anche testimoniata dalla presenza di sigilli, con iscrizioni e rappresentazioni di animali e divinità. Era già presente l'uso di ornamenti elaborati, sculture e figurine in terracotta, quando, verso la metà del VI millennio a.C., apparvero la scrittura e la ceramica decorata.
Questa civiltà conosceva l'utilizzo della scrittura: si trattava di una scrittura ideografica che i ricercatori non sono ancora stati capaci di decifrare e di capirne la famiglia linguistica.
In mancanza di testi scritti le credenze di questa civiltà possono essere ipotizzate solo sulla base delle rappresentazioni sui sigilli raffiguranti divinità e scene di cerimonie o su alcune figurine di terracotta, la maggior parte delle quali rappresentano la fertilità femminile e fanno immaginare la venerazione di una "dea madre"; inoltre ne è stata ritrovata un'altra, seduta in posizione yoga e circondata da bestie selvagge, che sarebbe paragonabile alla divinità induista Shiva.
Le sepolture avvenivano in casse di legno ed erano accompagnate da vasellame contenente offerte di cibo e semplici ornamenti personali, testimoniando la credenza di una vita dopo la morte.
Ipotesi sulla fine della civiltà
Sono presenti diverse ipotesi sulla fine di questa civiltà: una è l'invasione della popolazione indoeuropea degli Arii attorno alla metà del II millennio a.C., ma non ci sono prove per appoggiare quest'ipotesi; un' altra è un importante cambiamento climatico: alla metà del III millennio a.C. sappiamo che la valle dell'Indo era una regione verdeggiante, ricca di foreste e animali selvatici e molto umida, mentre intorno al 1800 a.C. il clima si modificò, diventando più freddo e secco; fu forse per uno di questi motivi che la popolazione migrò verso est e le pianure del Gange.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche principali della civiltà della valle dell'Indo?
- Come erano organizzate le città della civiltà della valle dell'Indo?
- Qual era il ruolo del commercio nell'economia della civiltà della valle dell'Indo?
- Quali elementi culturali e religiosi caratterizzavano la civiltà della valle dell'Indo?
- Quali sono le principali ipotesi riguardo alla fine della civiltà della valle dell'Indo?
La civiltà della valle dell'Indo, fiorita tra il 2600 e il 1900 a.C., si sviluppò lungo il fiume Indo e si distinse per l'agricoltura, la presenza di città come Mohenjo-Daro e Harappa, e l'uso della scrittura, ancora non decifrata.
Le città erano divise in due zone: la "cittadella" sopraelevata e la "città bassa". Erano dotate di una rete stradale ben sviluppata e di sistemi avanzati per la gestione delle acque, inclusi pozzi e condotti per lo scarico.
L'economia era basata sul commercio, facilitato da innovazioni nei trasporti. I beni esportati includevano cotone, grano e ornamenti, e un sistema decimale di pesi e misure testimoniava un'organizzazione commerciale efficiente.
La civiltà conosceva una forma di scrittura ideografica e praticava la venerazione di divinità, come suggerito dai sigilli e dalle figurine di terracotta. Le sepolture con offerte alimentari indicano anche credenze in una vita dopo la morte.
Le ipotesi sulla fine della civiltà includono l'invasione degli Arii e un cambiamento climatico significativo che rese la regione più secca, portando alla migrazione della popolazione verso est, verso le pianure del Gange.